CIA agricoltori: i cinghiali arrivano sulla costa metapontina

“Raccogliamo l’allarme del sindaco di Nova Siri Stigliano perché i cinghiali rappresentano un pericolo non solo per le nostre aziende agricole ma per i cittadini e per tutte le attività produttive e turistiche”.

Così Giuseppe Stasi, presidente Cia-Agricoltori Matera sottolineando positivamente l’immediato intervento del Prefetto di Matera Copponi a cui – aggiunge – è sempre più necessario dare seguito da parte della Regione accogliendo le proposte presentate da tempo dalla Cia.

Lo ribadiamo: occorrono interventi straordinari e in deroga alle vigenti norme, nell’attesa di una revisione della legge quadro nazionale la 157 /92 che langue ingiustificatamente oramai da decenni e per superficialità e sottovalutazione dei decisori politici e istituzionali del Governo centrale non viene adeguata alle correnti situazioni di contesto, è necessario modificare almeno in due punti tale norma passando dal mero concetto di protezione a quello di gestione e governo della popolazione faunistica. A seguire è urgente introdurre soluzioni modulari che permettono le Regioni di gestire il periodo e la durata delle attività di caccia in ragione del rapporto territori/pressione faunistica nei vari areali.

La CIA – che si è nuovamente occupata dell’emergenza cinghiali in un recente incontro a Potenza – chiede l’istituzione di un Commissario Straordinario nelle singole Regioni (il cui ruolo e’ quello di coordinare interventi che oggi vedono competenze frazione tra Regioni, ATC e Parchi e al deficit legislativo) su scala regionale con ampi poteri rivenienti da un D.L che riconosca la situazione di emergenza e contenga misure atte ad aumentare la platea dei soggetti autorizzati all’abbattimento oltre che prevedere incentivi per chiunque contribuisca alla de-popolamento sostanziale del numero dei cinghiali sul territorio .

Nelle more d’intesa con l’ANCI e i Sindaci si organizzeranno d’intesa con gli ATC mirate azioni di de-popolamento, auspicando di poter contenere l’attuale stato di emergenza tentando di ridurre le aggressioni che oramai da anni provocano ungulati che operano in branchi e sono fuori controllo che oltre ai danni mettono a rischio l’incolumità e la sicurezza di Agricoltori e Cittadini.

Il Governo e i Ministeri competenti devono prendere atto una volta per tutte dello stato di emergenza che flagella da anni le nostre campagne e le aziende sino ad arrivare direttamente lungo la costa metapontina ; è necessario introdurre misure atte ad arginare l’attuale contesto e portare in equilibrio territori e popolazione faunistica in piano presentato è uno strumento che prevede l’abbattimento di oltre 70.000 capi nell’arco di pochi anni, per fare questo abbiamo bisogno in Basilicata di una puntuale pianificazione, di uno sforzo corale (Regione, ATC, Parchi, Comuni autorità di PP.SS. e sanitarie).