Val D’Agri, anche il WWF parte civile nel processo a carico di Eni per disastro ambientale

Di seguito la nota integrale.

WWF Italia e WWF Potenza esprimono la loro soddisfazione per essere stati ammessi entrambi come parte civile nel processo a carico, tra gli altri, di alcuni dirigenti ENI accusati di disastro ambientale per non aver preso provvedimenti per impedire lo sversamento del greggio dal Centro Olio di Viggiano, avvenuto nel 2014 e quantificato in circa 400 tonnellate ad oggi recuperate solo parzialmente.

L’ammissione come parte civile, curata per il WWF Italia dall’avv. Massimo Molinari e per il WWF Potenza dall’Avv. Giuseppe Vendegna, dà il giusto riconoscimento a tutta l’azione svolta da più di 20 anni dal WWF a tutela della salute e dell’ambiente in Val d’Agri con esposti, osservazioni nei procedimenti di valutazione ambientale delle singole opere, pozzi, oleodotti, centro olio, interventi sulle istituzioni e di informazione verso i cittadini. Ciò nonostante purtroppo le attività petrolifere in Val d’Agri hanno causato danni ingenti dall’avvio delle stesse alla fine degli anni ‘90 sino ad oggi, a quanto sarebbe emerso nell’udienza di ieri. Secondo un documento dell’Ufficio prevenzione e controllo ambientale della Regione Basilicata, prodotto da parte di un avvocato della difesa, nell’area ci sarebbero “sorgenti primarie di contaminazione ancora attive”.

“Il WWF quindi, sia a livello nazionale che locale”, ha dichiarato il Delegato regionale Mario Musacchio, “continuerà a seguire con molta attenzione le vicende legate alle attività petrolifere in Basilicata, sia dentro che fuori le aule giudiziarie, continuando la propria azione per far si che quanto prima si avvii il processo di uscita della Basilicata dalle attività petrolifere e si parta con un’azione efficace di riqualificazione del territorio con azioni di risanamento e con nuove attività economiche sostenibili, coerentemente con gli obiettivi nazionali ed internazionali legati alla transizione ecologica oramai in atto”.