Xylella, a Lecce primo tavolo di progettazione agro-ambientale

“Sono convinto che insieme possiamo dare nuove chance di rinascita a un territorio, il Salento, dalle potenzialità straordinarie messe purtroppo a rischio da una fitopatia, la Xylella, che ci induce a riprogrammare misure e risorse”.

A dichiararlo è Donato Pentassuglia, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, al termine del primo tavolo di progettazione agro-ambientale che si è tenuto a Lecce.

“Oggi, tutti insieme, istituzioni, associazioni, imprese, abbiamo dimostrato di avere una visione comune, unica strada percorribile per sanare un’economia e un paesaggio rurale che meritano immediati interventi di rilancio. Come Regione – ha poi aggiunto Pentassuglia – abbiamo costituito un qualificato e valido comitato scientifico di supporto ad azioni e politiche di investimento innovative per l’agricoltura salentina. E stiamo lavorando alacremente per risarcire gli olivicoltori colpiti dalla Xylella impegnando quante più risorse possibili al fine di garantire liquidità per una loro ripresa”. La richiesta avanzata dalla Regione Puglia al ministero è di ulterori 700 milioni di euro che serviranno di dare piena attuazione al Piano di rigenerazione olivicola. Si tratta di risorse che vanno aggiunte au 44 milioni già intercettati. La riunione si è tenuta a conclusione di una giornata intensa partita con un tour in alcune aziende che hanno già iniziato a reimpiantare gli ulivi e stanno avendo i primi risultati. “I dati in nostro possesso parlano chiaro – ha detto Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia – a 8 anni dalla prima segnalazione ufficiale di focolai la Xylella si è propagata velocemente e, ad oggi, ha colpito circa 150mila ettari di oliveto nelle province di Lecce, Brindisi e parte del Tarantino. Facendo un conteggio, sulla base delle ore di lavorazione che richiedono gli impianti di olivi, si sono persi circa 33mila posti di lavoro. La Puglia produce il 50% dell’olio italiano, quello che è avvenuto nel Salento è dunque una devastazione paesaggistica, produttiva e sociale”.