Ex Ilva, il ministro Cingolani: “Dobbiamo creare un acciaieria verde”

Hanno annunciato uno sciopero per martedì 20 luglio, lanciando un messaggio chiaro al Governo: “Il tempo delle non decisioni è scaduto”.

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm sulla vertenza dell’ex Ilva di Taranto si dicono insoddisfatte della gestione dell’attuale situazione, dopo il vertice delle scorse ore al mise con i ministri Giorgetti, Orlando e Carfagna. Un incontro che, secondo i sindacati, “non ha fornito nessuna risposta sia per le questioni inerenti le prospettive industriali ed occupazionali sia per la gestione ordinaria del gruppo siderurgico e del suo importantissimo e strategico sistema di appalti”. I sindacati, in particolare, del nuovo piano industriale di AcerlorMittal contestano “l’assenza di un piano di manutenzioni degli impianti per la sicurezza dei lavoratori”, “l’assenza della presentazione del piano ambientale e di certezza degli investimenti”, “una gestione inappropriata della cassa integrazione senza la condivisione delle modalità e dei numeri”. Per la fase di transizione sono state prospettate altre 13 settimane di Cig Covid in attesa di un piano industriale “aggiornato e concordato” tra le parti. Intanto, il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti riferisce di aver appreso che il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha comunicato ad Acciaierie d’Italia una diffida dopo che Arpa Puglia ha rilevato il mancato controllo mensile della diossina del camino E-312 da parte del Gestore”. La vicenda del “campionamento continuo – aggiunge l’ambientalista – deve spingerci a chiedere che per l’Ilva di Taranto valgano i limiti di legge previsti per gli inceneritori e che il campionamento continuo sia lo strumento di verifica costante e puntuale per evitare sforamenti. Se, conclude Marescotti, “non vi sono le risorse e la volontà per abbattere drasticamente le emissioni, allora lo si dica e l’unica via che rimane, di fronte ad anni di rinvii, è quella della chiusura dell’area a caldo, spegnendo per sempre il famigerato camino E-312”. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro Cingolani che ha evidenziato come in ogni processo di cambiamento, sia necessaria la fase di transizione. Secondo il ministro l’ex Ilva può e deve diventare una acciaieria ‘verde’, la più verde d’Europa. “Grazie al Pnrr – ha proseguito Cingolani – dovremmo riuscire a sfornare un prodotto ecologico di altissima qualità partendo dall’elettrificazione e togliendo il carbone. Tutto questo però renderà meno competitivo l’acciaio e perciò bisognerà mettere mano al meccanismo della defiscalizzazione – ha precisato – ed entrare negli accordi internazionali”.