ArcelorMittal, Emiliano: Uniche ipotesi sono decarbonizzazione integrale o chiusura area a caldo”

“Non intendiamo retrocedere di un millimetro”

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, torna a parlare del futuro dell’ex Ilva. Sulla decarbonizzazione, dice, non retrocederemo di un millimetro. 

Decarbonizzazione integrale o chiusura dell’area a caldo. Sono le uniche due opzioni ribadite dalla Regione Puglia per il futuro dell’ex Ilva di Taranto. “Non intendiamo retrocedere di un millimetro”, sottolinea il presidente Michele Emiliano, rispondendo a una interpellanza presentata dal capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Davide Bellomo, sulla situazione dello stabilimento siderurgico. “Assieme al sindaco di Taranto e ai sindaci dell’area metropolitana della città, – spiega Emiliano – abbiamo avviato un tavolo, denominato ‘Tavolo per l’accordo di programma di Taranto’, che era stato fissato per il 9 dicembre ma in quella fase il presidente del Consiglio Conte ci chiese di rinviare di qualche giorno, perché intendeva partecipare personalmente alla riunione”. Il presidente della Puglia sottolinea come sia la città di Taranto che la Regione siano o per la chiusura dell’area a caldo o, in alternativa, per l’integrale decarbonizzazione, a seconda di quale delle due opzioni fosse preferita dal Governo. “L’ipotesi che deriva dagli accordi che sono stati stipulati tra il Governo e ArcelorMittal – continua Emiliano – prevedono sì una forte percentuale di decarbonizzazione, ma non integrale”. “Su questo punto – conclude – c’è un conflitto, che noi speriamo di poter affrontare in modo positivo”. Sul fronte lavorativo e sindacale del futuro dell’ex Ilva interviene il segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia, al termine dell’incontro nella sede di Confindustria a Roma tra le organizzazioni sindacali, Invitalia e ArcelorMittal per la presentazione dell’accordo del 10 dicembre. “Incombe un largo uso degli ammortizzatori sociali, – dice Benaglia – incombe una grande incertezza sugli assetti finali. Quindi abbiamo chiesto di arrivare a un accordo sindacale perché è indispensabile, ma bisogna prima approfondire sito per sito in modo da non prendere a scatola chiusa le indicazioni di ArcelorMittal”. “C’è una fase di crescita dell’attività lavorativa che sicuramente è interessante, – aggiunge il sindacalista – ma non basta”.