Ecosistema Urbano 2020 di Legambiente: i dati dei centri pugliesi e lucani

Un’Italia a due velocità: la prima più dinamica e attenta alle nuove scelte urbanistiche, ai servizi di mobilità, alle fonti rinnovabili, alla progressiva restituzione di vie e piazze ai cittadini, alla crescita degli spazi naturali. La seconda, più statica con un andamento troppo “lento” nelle performance ambientali delle metropoli soprattutto sul fronte smog, trasporti, raccolta differenziata e gestione idrica.

È questa la fotografia scattata da Ecosistema Urbano 2020, il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani stilato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, che racconta quel lento cambiamento green in atto nella Penisola.

Una precisazione doverosa la classifica generale si basa sui dati comunali relativi al 2019, quindi ad un contesto pre-pandemia.

A completare il quadro di Ecosistema Urbano, le 17 Best Practices premiate nel corso di una presentazione in streaming per raccontare anche quelle esperienze virtuose in campo e che meritano di essere replicate sul territorio nazionale: nessuna proviene dalla Puglia o dalla Basilicata.

Un segnale timidamente positivo per le grandi città viene da quella di Bari che è 84esima, lo scorso anno era 87esima. Un po’ pochino a dire il vero. E’ a metà classifica che troviamo invece la prima pugliese, ovvero la città di Lecce che figura alla casella numero 57, decisamente più in basso c’è il capoluogo lucano: Potenza che precipita di ben 25 posizioni fra il 2019 e il 2020 fermandosi solo al 75esimo posto. All’81esima posizione c’è Brindisi, poi come detto, Bari in 84esima seguita da Taranto (86esima) Foggia all’88esima posizione. Malissimo la Capitale europea della Cultura, che pur perdendo una sola posizione rispetto alla rilevazione passata è comunque tra le maglie nere d’Italia: Matera è al 94esimo posto.