Ex Ilva, Patuanelli: “Dall’Europa i soldi per la decarbonizzazione”

Intanto l’avvocato Minetola si dissocia dalle iniziative del Codacons sull’inchiesta Ambiente Svenduto

Un’intervento decisivo per la decarbonizzazione a Taranto potrebbe arrivare dai fondi europei, secondo il ministro Patuanelli.

“Proprio grazie alle dotazioni finanziarie che arriveranno nel nostro paese e al dialogo costante con il commissario Timmermans il passaggio alla totale decarbonizzazione dello stabilimento è un passaggio che dobbiamo fare, lo dobbiamo ai cittadini di Taranto e della regione”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli parlando di Ilva a margine di un evento di Coldiretti, confermando che “certamente ci sarà un’entrata dello Stato”. Una prospettiva importante che però si innesta sulle nuove polemiche intorno all’inchiesta Ambiente Svenduto. “Mi dissocio dall’iniziativa del Codacons che ha menzionato il sottoscritto tra coloro che avrebbero proceduto a denunciare i testi assenti ieri nel processo ‘Ambiente svenduto’ e gli avvocati che si sarebbero prestati a un atteggiamento definito ostruzionistico. Tale comunicato è stato inviato senza che io fossi stato informato”. Così l’avvocato Adriano Minetola del foro di Taranto prende le distanze dalla nota del Codacons relativa all’udienza di ieri del processo per il presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva. La presidente della Corte d’Assise, Stefania D’Errico, ha firmato un’ordinanza disponendo l’accertamento medico-fiscale nei confronti di un teste e ha condannato 4 consulenti della Difesa al pagamento di una sanzione di 500 euro, ritenendo carenti o ingiustificate le motivazioni della loro richiesta di differimento dell’udienza di ieri, in cui erano citati come testimoni. Per questi ultimi è stata disposta la nuova citazione per l’udienza del 3 settembre 2020. Nel processo sono imputate 44 persone fisiche, tre società e con i reati contestati che riguardano la gestione Riva (1995-2013). L’avvocato Minetola precisa di “non essere nemmeno iscritto al Codacons. Da ieri assisto direttamente alcune parti civili. Non possono utilizzare il mio nome per annunciare denunce nei confronti di colleghi”.