Puglia, il maltempo piega le aziende agricole. Cia Puglia: “Per molti agricoltori quest’ultima calamità assume contorni drammatici”

Cia Agricoltori Italiani della Puglia: “Per uscire dal ciclo maledetto degli ultimi 5-6 anni occorrono riforme radicali”

Un weekend disastroso per l’agricoltura. Ciliegie spaccate dalla grandine e buttate a terra dal vento, vigneti falcidiati dal maltempo, ortaggi sott’acqua per l’allagamento dei campi, alberi da frutto con i rami spezzati: la Puglia dell’agricoltura si risveglia con le ossa rotte dopo un fine settimana che, in alcuni casi, è riuscito a spazzare via il lavoro di un anno. A segnalarlo attraverso i suoi canali social è la Cia Agricoltori Italiani della Puglia che ha seguito quasi in tempo reale la situazione nelle campagne pugliesi. Pioggia, grandine e vento, a macchia di leopardo e con incidenze diverse, si sono abbattuti su tutta la Puglia, dalla Capitanata alla Bat, dal Barese alle province di Brindisi, Taranto e Lecce. Una serie di video descrivono perfettamente i danni causati dal maltempo. Significativo il video girato da un agricoltore di Ruvo, con le immagini della violenta grandinata che si è abbattuta su un ciliegeto: in poche ore, il video ha raggiunto circa 300mila persone con decine di commenti improntati allo sgomento. Stessa immagine dal Salento: cumuli di grandine ammassati lungo le strade e i chicchi di ghiaccio a invadere i campi. Pesante anche la situazione nel Foggiano, dove venerdì diversi campi di pomodoro sono diventati dei grandi pantani, con le piante sommerse dall’acqua. “Per molti agricoltori, – ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia – quest’ultima calamità in ordine di tempo assume contorni drammatici, anche perché le conseguenze del maltempo vanno a sommarsi a una stagione già funestata da un inverno siccitoso e dalle gelate tardive che colpirono la Puglia lo scorso marzo”. “Il governo nazionale e l’Europa – spiega Carrabba – devono convincersi che, per uscire dal ciclo maledetto degli ultimi 5-6 anni, occorrono riforme radicali, soprattutto per quanto riguarda la facilitazione dell’accesso alle risorse e a un sistema delle assicurazioni calato sulla nuova e drammatica realtà dei cambiamenti climatici. Inoltre l’emergenza Covid-19 – conclude Carrabba – sta determinando la morte di centinaia di aziende agricole che non riescono più a stare a galla, anche perché le risorse destinate all’agricoltura arrivano in ritardo e col contagocce, mentre il macigno pesante della burocrazia rende tutto disperatamente lento”.