Eni, tavolo con sindacati e Confindustria: rispettare il contratto di sito

“L’Eni ha mostrato disponibilità a trovare soluzioni per migliorare le condizioni di lavoro dopo il cambio di appalto – spiegano Cgil, Cisl e Uil – la pandemia sia occasione per ammodernare l’economia, verso una rivoluzione sostenibile”

Garantire l’occupazione e migliorarne le condizioni, tra organizzazione del lavoro e potenziamento del trasporto pubblico, attarverso il rispetto del contratto di sito. Sono i temi al centro del tavolo che ha visto confrontarsi ENI, Confindustria, CGIL CISL UIL e le categorie dei chimici e dei metalmeccanici per affrontare le criticità emerse dai cambi di appalto e dalla nuova organizzazione del lavoro nell’area industriale di Viggiano. L’azienda ha mostrato disponibilità a cercare soluzioni e aggiornerà le parti al tavolo della prossima settimana. Per i sindacati intanto l’auspicio è che si possa “inaugurare un confronto più trasparente e aderente a quanto previsto dal protocollo, superando le frizioni legate ai cambi d’appalto, in particolare per quel che concerne l’occupazione, che hanno alterato il contratto di sito”. “In tal senso – denunciano i sindacati – le modalità dell’ultimo cambio appalto RAM / REVISUD/ TERMOMECCANICA vanno chiaramente condannate, dato l’aggirare delle regole condivise dalle parti che hanno creato inutili tensioni”. Per questo indispensabile è il contratto di sito oltre alla tutela del rispetto dei ruoli che esso riconosce. Si tenga presente che “fino a qualche settimana fa i lavoratori dell’Indotto Eni presenti nel cova erano circa 80, oggi circa 160 e verranno incrementati, entro metà luglio fino 260 unità circa”. L’Osservatorio Paritetico Territoriale svolga dunque il suo mandato fondativo di mediazione e raffreddamento dei conflitti per assicurare le condizioni utili per il mantenimento dell’occupazione nell’ambito dei cambi d’appalto. “Un’attenzione particolare va poi posta sul tema del dumping contrattuale: il committente, l’ENI in questo caso, deve svolgere la funzione primaria di tenere contezza dei contratti che effettivamente vengono applicati e che devono risultare fedeli alle attività svolte per evitare, così, aste al ribasso”. La pandemia in sostanza , per Cgil Cisl e Uil, deve essere l’occasione per trasformare l’economia lucana in una economia moderna, nella direzione di una rivoluzione sostenibile.