Il pericolo scorie per la Basilicata è (forse) dietro l’angolo. Lo spirito lucano si riaccende

Il governo Gentiloni “intende completare, nei limiti temporali del mandato, le fasi che è possibile concludere” della procedura per la realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari, “evitando stalli e ulteriori ritardi”.

Ma cos’è questo deposito nazione di scorie? Il Deposito Nazionale – secondo il Minstero dello sviluppo economico- è un’infrastruttura ambientale di superficie dove saranno conferiti i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall’esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca. Insieme al Deposito Nazionale sorgerà un Parco.La maggior parte dei Paesi europei si è dotata o si sta dotando di depositi.

Dopo la validazione da parte di Ispra, su nulla osta dei Ministeri, la Sogin avvia la consultazione pubblica. Sono in corso al riguardo ultimi adempimenti, che potranno essere completati nei prossimi giorni. L’iter per la realizzazione del Deposito è presidiato di verifiche e requisiti molto stringenti ed ha tutte le garanzie per un’ampia partecipazione pubblica”.

“Il Deposito Nazionale – scrive ancora il Mise – è una struttura necessaria per il Paese, dal momento che, una volta realizzata, consentirà di gestire in modo più sicuro, razionale e controllato i rifiuti radioattivi in Italia. Il deposito è inoltre previsto anche per il rientro in Italia dei rifiuti radioattivi derivanti dal riprocessamento del combustibile nucleare all’estero, rispettando così gli impegni assunti dal Governo italiano”.

Ed ecco quindi che nuovamente la Basilicata, rischia di rincontrare un nemico di 15 anni fa, dove a Scanzano Jonico nel materano nel 2003 fu individuata un’area che sarebbe stata adibita al deposito di scorie.Poi, sappiamo tutti com’è andata a finire; lo spirito lucano ha puntato i piedi per terra e non lo ha permesso.

E a seguito delle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, in cui ha fatto capire che la Basilicata è ancora oggi luogo di interesse, a più voci, politici, segretari di diverse sigle sindacali regionali, associazioni e comitati spontanei hanno già gridato un forte NO a questa possibilità.

Una settimana delicata attende quindi la Basilicata, con la speranza che il pericolo del deposito di scorie non sia strumentalizzato da chi vuole ricompattare un partito, o incrementare la scia della paura. Con la speranza che quel coraggioso spirito lucano, nella peggiore delle ipotesi, non sia sopito.