Terremoti. Esercitazione europea nel mediterraneo su rischi Tsunami

Il test prevede l’analisi del potenziale dello tsunami generato dal terremoto nell’area del mediterraneo

Quattro scenari diversi, tre aree del Mediterraneo e una dell’Atlantico nord orientale interessate, diversi paesi europei coinvolti: si aprirà il 31 ottobre e terminerà il 3 novembre ‘Neamwave17’, l’esercitazione internazionale sul rischio maremoto organizzata dall’Ioc-Unesco a cui parteciperà anche l’Italia.

Per il nostro paese, sottolinea il Dipartimento della Protezione Civile, si tratta della prima esercitazione dopo l’istituzione del Sistema di allertamento nazionale per i maremoti (Siam), un organismo composto dallo stesso Dipartimento, da Ingv e Ispra creato per valutare la possibilità che – in conseguenza di terremoti in mare o lungo la costa – avvenga un maremoto e di quale entità e per diffondere messaggi di allerta.

Lo scenario che riguarda l’Italia, e buona parte del Mediterraneo, è quello ipotizzato per il 2 novembre, quando verrà simulato un terremoto di magnitudo 8.5 a Zante, una delle isole ioniche della Grecia. Il test prevede l’analisi del potenziale dello tsunami generato dal terremoto, lo studio in tempo reale di quanto avviene in mare e l’applicazione delle procedure di allertamento rapido sul territorio italiano da parte del Dipartimento.

L’esercitazione sarà anche l’occasione per testare la piattaforma che consente l’invio rapido di messaggi di allerta attraverso tre canali: sms, email e Ivr (Interactive Voice Response).

Messaggi che saranno inoltrati a tutte le sale operative regionali di protezione civile mentre per le Regioni Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia – quelle maggiormente interessate dallo scenario – le comunicazioni raggiungeranno anche alcune amministrazioni comunali.