Ilva, Melle: “Paradossale dare nuova Aia. Sindaco chieda revoca”

Il sindaco Melucci chieda la revoca dell’Aia per mancato adeguamento alle prescrizioni AIA 2012: “E’ paradossale dare una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale a degli impianti ILVA pericolosi che causano malattie e morti, come certificato dalle perizie chimiche ed epidemiologiche del Tribunale all’interno di un incidente probatorio”. È l’intervento di Lina Ambrogi Melle, ex consigliere comunale , promotrice del ricorso collettivo alla CEDU e Presidente del Comitato Donne e Futuro per Taranto Libera.

La Melle ricorda che “La Magistratura tolse a quegli impianti la facoltà d’uso con un’ordinanza del 26 luglio 2012 e li sequestro’. Intervenne poi il Ministero dell’Ambiente per un Riesame dell’Aia che fu inserita nella legge 231/2012 per permettere comunque la continuazione di una produzione d’acciaio considerata strategica per la Nazione. La Corte Costituzionale però impose il rispetto rigoroso di un cronoprogramma di 36 mesi perché venissero realizzate tutte le prescrizioni. 36 mesi scaduti abbondantemente nel 2015. Inoltre la Valutazione del danno sanitario dell’ARPA Puglia ha stabilito che anche se venissero realizzate quelle prescrizioni, a Taranto permarrebbe un rischio sanitario INACETTABILE.

Stessa linea nelle conclusioni dello studio Forastiere della Regione: “L’esposizione continuata agli inquinanti dell’atmosfera emessi dall’impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell’organismo umano che si traducono in malattia e morte e riducendo l’inquinamento si otterrebbero subito miglioramenti sulla salute e la mortalità a breve termine” . Con una delibera a firma della Melle si impegnò l’ex sindaco a chiedere al ministero dell’ambiente l’attivazione delle procedure sul rispetto dell’Aia. Ora la palla passa a Melucci. Intanto è attesa sul pronunciamento della Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo sul ricorso Cedu contro lo Stato italiano per violazione dei diritti fondamentali alla vita ed alla salute dei tarantini per la questione ILVA.