Xylella, dalle Università di Bari e Foggia una proposta per mettere la sputacchina “nella rete”

Barriere fisiche per impedire la propagazione del vettore del batterio grazie a un progetto finanziato dalla Regione Puglia

La sputacchina nella rete, e la Xylella stoppata. Certo non sarà così facile, e gli stessi ricercatori proponenti sono i primi a sottolinearlo, ma è suggestiva l’idea che la propagazione del batterio killer degli ulivi possa essere bloccata grazie a una barriera fisica. Perché l’insetto vettore, così lo chiamano, non sarebbe in grado di volare oltre i tre metri di altezza da terra, e secondo l’equipe di ricercatori delle Università di Bari e Foggia coordinata dal professor Giacomo Scarascia Mugnozza una barriera fisica realizzata con una speciale rete, unita a trappole in stile carta moschicida rallenterebbe molto la capacità della sputacchina di spostarsi.

La proposta è stata presentata nell’ambito del convegno sulle nuove soluzioni in ingegneria agraria che si è tenuto a Bari in ateneo.