Inceneritore in Commissione Ambiente, Tamburrano dribbla il confronto

Perché oggi non sia a Bari a rispondere sul termovalorizzatore di Massafra lo spiegherà giocando in casa, in Provincia a Taranto, il presidente Martino Tamburrano. E lo motiverà a mezz’ora dall’inizio della seduta monotematica della Commissione Ambiente, nel palazzo del Consiglio regionale della Puglia, richiesta dal consigliere tarantino, Michele Mazzarano, presidente del gruppo del Partito Democratico che annuncia la diretta del tavolo sui social.

“Tamburrano non si sottragga al confronto”, aveva detto Mazzarano quasi prevedendo la sua reazione: la scelta di convocare la stampa tarantina cui dira’ la sua, da solo e non in Commissione Ambiente. Giocando in casa, appunto.

“Sarebbe un insopportabile schiaffo alla città un il nuovo inceneritore, – tuona intanto il consigliere regionale – Massafra non ha ancora compreso le ragioni per cui sarebbe stato autorizzato il secondo inceneritore, che politici servili e bugiardi sono già pronti ad autorizzare il terzo”.

A Tamburrano poi non le manda a dire: “La conferenza dei servizi per la procedura VIA-AIA – dunque, sulle autorizzazioni ambientali – ha svelato le menzogne del Presidente della Provincia di Taranto perché, contrariamente a quanto dichiarato, il Comune di Massafra, sulla base del principio di precauzione, ha dato parere sfavorevole e la Regione Puglia pure ha reso parere contrario alla compatibilità dell’impianto con il Piano di gestione dei rifiuti speciali. Ma soprattutto l’Arpa, data la presenza di emissioni che graverebbero su un territorio antropizzato e compromesso dal punto di vista ambientale, ha messo una pietra tombale sull’autorizzazione”.

Insomma, semplificando le parole del consigliere regionale, dopo il no da Comune, Regione e Arpa, non ci vengano a dire che il raddoppio e’ inevitabile. “Le autorizzazioni sono scelte politiche e la politica – dice Mazzarano – in un’area ad alto rischio ambientale, deve far valere il principio di precauzione”. “Principio che non fa parte del vocabolario del Presidente della Provincia di Taranto, il quale mente quando attribuisce le responsabilità sulla Regione perché tali procedimenti autorizzativi fanno capo esclusivamente alla Provincia”.

Chiedono chiarezza sulle autorizzazioni pure il consigliere Gianni Liviano e l’eurodeputata M5S Rosa D’Amato.

Se il Progetto di raddoppio andrà avanti saranno distrutti boschi, macchie, gravine. Paesaggi ad oggi protetti dai Piani regionali. “Amministrare la cosa pubblica – ultima frecciata dal presidente del gruppo Pd a Tamburrano – vuol dire fare la volontà dei cittadini e non favorire interessi privati”.