Cova di Viggiano (Pz): dopo le rassicurazioni dell’Eni, aperto un fascicolo dalla Procura di Potenza

Sembra una bomba ad orologeria quella che i Pm di Potenza potrebbero far scoppiare circa la perdita di un serbatoio di greggio dal Centro oli di Viggiano e le possibili ripercussioni che potrebbero esserci state nell’invaso del Pertusillo. Ma andiamo con ordine. La diga del Pertusillo, lago artificiale situato nel territorio dei comuni di Grumento Nova, Montemurro e Spinoso, già nel 2011 per una denuncia di anomalie di colore nelle falde acquifere e strane morie di pesci, fu sotto l’occhio attento della magistratura anche se poi chiuso proprio per “infondatezza della notizia di reato”.

A inizio anno 2017, alcuni responsabili del depuratore consortile per aver notato le vasche dell’impianto colorarsi di nero e con uno strano odore nell’aria, tipico degli idrocarburi, hanno denunciato il fatto alle autorità competenti; ma non solo.

La stessa società Eni, in un comunicato ha spiegato che una perdita effettivamente c’è stata e che avendola identificata, è stato avviato il suo svuotamento, con la provvisoria messa in sicurezza dei 14 pozzetti lungo il perimetro sud all’interno del Cova, per impedire la migrazione verso l’esterno.

Anche con tutte le precauzioni che la società del cane a sei zampe ha innestato, è suonato il campanello d’allarme per i magistrati che attendono l’esito delle analisi effettuate sui campioni prelevati dai carabinieri del Noe, in un pozzetto della fognatura che avrebbe raccolto parte del greggio colato nel sottosuolo del serbatoio perdente.

I Pm sospettano che siano le ammine la possibile causa, sostanza utilizzata dalle imprese per non corrodere le apparecchiature, anche se per ora non escludono l’idea di riaprire il fascicolo archiviato qualche anno fa.

Ora i risultati delle analisi verranno confrontate con le consulenze effettuate sul centro oli per l’inchiesta sulla gestione delle emissioni e sarà la Procura della Repubblica di Potenza a esprimersi sul da farsi in termini legali.