Centro olio Eni, il Sindaco Cicala scrive all’AD Descalzi

Amedeo Cicala - sindaco di Viggiano

Amedeo Cicala – sindaco di Viggiano

L’Eni deve dare segnali e risposte forti su salute, ambiente, sicurezza, sviluppo e occupazione. Preferirei, che la multinazionale sacrificasse in termini di produzione qualche migliaio di barili oggi piuttosto che tirare al massimo l’impianto e ritrovarsi domani con qualche altro fermo. E’ uno dei passaggi chiave della lettera aperta inviata dal Sindaco di Viggiano Amedeo Cicala all’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi a seguito dell’annuncio di quest’ultimo della ripresa delle attività del Cova il prossimo mese di Agosto durante una colloquio informale con i magistrati di Potenza che stanno curando l’inchiesta sul petrolio lucano che vede coinvolta l’azienda del cane a sei zampe. Per sottolineare le sue apprensioni Cicala sottolinea il fatto che ci sono attività e sforzi sia pubblici che privati per mettere in cantiere in Val d’Agri imprese alternative al settore petrolifero. Non possiamo permetterci, per responsabilità che sono attribuibili anche  al vostro operato, che si punti esclusivamente su un settore economico. La ripresa dei lavori – dice ancora Cicala – dovrà tenere conto subito degli addetti locali che hanno già lavorato sia direttamente nelle Sua azienda, sia in tutte le aziende dell’indotto e, che nel contempo vi siano maggiori opportunità lavorative per i nostri territori, così come si evince dagli accordi del ’98. Oggi più che mai è necessario che si riparta, negli interessi contrapposti, con un obiettivo comune: la crescita sostenibile della Val d’Agri. Poi anche una richiesta alle istituzioni. Abbiamo chiesto – dice in chiusura il primo cittadini valligiano – una sede ARPAB attraverso un presidio permanente in Valle e spero che la Regione che ha accolto tale richiesta faccia presto.