Referendum Trivelle. I Vescovi lucani per la “libertà di coscienza”

Ma la chiesa si dice “vicina” alle popolazioni interessate dall’inchiesta petrolio

Trivelle in MareLa Conferenza episcopale di Basilicata ha lanciato un appello “alla libertà di coscienza di ciascuno” in vista del referendum di domenica prossima, 17 aprile, sulle trivelle in mare e ha espresso la “vicinanza della Chiesa lucana” alle popolazioni della Val d’Agri e della Valle del Sauro per l’inchiesta sul petrolio della Procura della Repubblica di Potenza.

La Ceb, inoltre, sempre in riferimento all’inchiesta, ha manifestato la sua “preoccupazione”, spiegando di “condividere la richiesta di giustizia che viene dai territori interessati”. Secondo i vescovi lucani, “allo sfruttamento delle risorse naturali in Basilicata non sempre è stata riservata la giusta attenzione in tema di salute e ambiente. Nel corso degli anni – è scritto in una nota – questo stato di cose ha prodotto non solo preoccupazione tra la popolazione ma, in talune occasioni, veri e propri allarmi sociali”. I vescovi hanno chiesto alla “politica” di “non fermarsi alla visione ordinaria e alla gestione ‘normale’ della casa comune. Questa va solidamente risanata e ricostruita, con coscienza vigile e pura e con una lineare operosità, oggi assolutamente necessaria”, Infine, rivolgendosi alle “grandi aziende”, i vescovi della Basilicata – che hanno citato ampi brani dell’enciclica “Laudato si'” del Papa – hanno sottolineato il loro “dovere di progettare e costruire un percorso positivo per tutti, rispettoso dei diritti dei più deboli e dei più esposti”. (ANSA)