Vaiolo scimmie: Regione Puglia a Asl, alzare livello allerta

Gli esperti: “Bisogna prestare massima attenzione, ma non creare panico”

Scatta anche in Puglia l’allerta per i casi umani di vaiolo delle scimmie.

A lanciare l’allarme, il dipartimento della Salute della Regione che ha trasmesso una circolare alle Asl, ospedali e medici comunicando la necessità di “prestare massima attenzione” e segnalare tempestivamente eventuali casi sospetti. Considerato il numero dei casi in aumento in Italia.

Si tratta di una prassi per prevenire la diffusione, ma non bisogna creare allarmismi, comunicano.

Il vaiolo delle scimmie è una malattia infettiva già conosciuta e diffusa in Africa, e piuttosto rara negli esseri umani. Nonostante la malattia riguardi prevalentemente gli animali è arrivato all’uomo.

A differenza del Covid non è sufficiente aver condiviso l’ambiente, serve un contatto stretto. Quindi il virus può essere trasmesso per via sessuale, baciandosi, attraverso lesioni contagiose o per contatto con indumenti e biancheria utilizzati da una persona infetta.

La contagiosità non inizia da quando la persona ha contratto il virus ma da quando ha iniziato a manifestare i sintomi. Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra i 5 e i 21 giorni

I sintomi sono febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, brividi e linfonodi ingrossati. Caratteristica della malattia è però una eruzione cutanea che dal viso si diffonde alle altre parti del corpo, principalmente mani e piedi. L’eruzione tende poi a modificarsi nel corso della malattia fino a formare una crosta che poi cade.

Non serve ed è sufficiente una terapia a base di antiepiretici. Nei casi più gravi possono essere somministrati antivirali e sangue raccolto da individui vaccinati contro il vaiolo.

Nelle ultime settimane ci sono stati 120 casi confermati o sospetti in almeno 12 Paesi non africani. Malgrado l’allarme, gli esperti sottolineano che la velocità di circolazione del virus non è minimanente paragonabile a quella del Covid.