Covid Basilicata: un 36 enne tra le vittime lucane

Era di Pisticci (Mt) ed era affetto da una grave patologia congenita

Aveva 36 anni ed era affetto da una patologia congenita grave. Non ce l’ha fatta il ragazzo di Pisticci, tra le ultime vittime del Covid in Basilicata. Era ricoverato nel reparto di Pneumatologia dell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera. Da quanto è emerso non era vaccinato. Tre i decessi nelle ultime 24 ore. Sempre nell’ospedale materano è deceduto un uomo di 90 anni di Scanzano Jonico, mentre al San Carlo di Potenza è morto un 89enne residente a Bella.

Dall’inizio della pandemia sono 867 i lucani a cui il coronavirus ha stroncato la vita. Stando al bollettino della task force lucana aggiornato a domenica 8 maggio sono stati 364 i tamponi risultati positivi a fronte di 1725 test processati. 105 le persone ricoverate di cui 2 in terapia intensiva nell’ospedale del capoluogo. 355 i lucani guariti.

L’unico dato che resta allarmante è quello dei morti, per cui è come se ogni giorno cadesse un aereo”. Lo ha detto in un’intervista al quotidiano La Stampa Giorgio Palù, professore emerito di Virologia all’Università di Padova, presidente dell’Aifa ed ex membro del Cts.

“Dobbiamo avere fiducia nei vaccini attuali, che proteggono ancora molto bene verso la malattia grave, e sperare nella ricerca affinché produca per l’autunno dosi aggiornate e farmaci sempre più efficaci”. Secondo Palù i nuovi contagi a cui si assiste “sono l’ennesima prova che non ha senso parlare di immunità di gregge. Per farlo ci vorrebbe un virus stabile e un vaccino che copra totalmente – spiega – da notare invece è che il virus diventa sempre più endemico e che circa il 90 per cento delle infezioni, considerando anche i non vaccinati e i reinfettati, risulta asintomatico”.
Sulla possibilità di fare a tutti una quarta dose di vaccino in autunno quando i contagi potrebbero tornare a salire, “l’Ema ha ricordato che per l’intera popolazione bisogna puntare su vaccini aggiornati alle varianti e sottovarianti circolanti, oltre a cercare nel lungo periodo un vaccino polivalente contro tutti i coronavirus. Quando i primi saranno approvati – verranno valutati probabilmente a settembre – si potranno fare”. Il Covid “resterà con noi a lungo con un andamento stagionale.
Fino a ottobre nel nostro emisfero la situazione dovrebbe rimanere relativamente buona con ridotta incidenza di casi e bassa pressione sui servizi assistenziali – conclude Palù – poi, essendo il Covid 19 causato da un virus aereo, tornerà a preoccuparci.