Malati oncologici e associazioni in campo per ripulire la città: è l’iniziativa dell’Istituto Tumori

Malati oncologici, associazioni e professionisti della salute scendono in campo per ripulire i rifiuti in strada. Si tratta dell’iniziativa “Manteniamo pulite le città”, presentata questa mattina a Palazzo di città a Bari.
Il progetto, organizzato dal Comitato consultivo misto dell’Istituto Tumori di Bari in collaborazione con la direzione generale dello stesso istituto e la pubblica assistenza Serbari, ha l’obiettivo di ribadire l’importanza di un ambiente sano per la salute di tutti e promuovere una campagna di sensibilizzazione per uno stile di vita sano. Proprio l’area dell’ospedale barese sarà tra quelle coinvolte dall’iniziativa, oltre al territorio del Comune di Andria.

“Il progetto fa parte di una collaborazione più ampia – ha dichiarato Paola Romano, assessore comunale alle Politiche educative e giovanili – di sensibilizzazione della cittadinanza sull’importanza delle azioni preventive e dei cambiamenti degli stili di vita per diminuire l’insorgenza delle malattie tumorali. L’esperienza pandemica ci ha insegnato quanto la salute rappresenti un tema trasversale che deve ricevere l’interesse di tutta la cittadinanza attraverso la prevenzione ma anche mediante iniziative di impegno concreto”.

“Il nostro è il primo progetto in Italia in cui anche i malati danno concreta dimostrazione di quanto siano importanti la cura e la tenuta del nostro ambiente. – ha sottolineato il vice presidente della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia Francesco Diomede – Il messaggio che vogliamo diffondere non si limita alla sola pulizia delle strade, ma si prefigge di avviare un vero e proprio processo di cambiamento nelle abitudini della intera cittadinanza”.

“Siamo fortemente convinti della correlazione tra ambiente, stile di vita e patologie oncologiche – ha affermato Alessandro Delle Donne, direttore generale dell’Istituto Tumori – Uno stile di vita più sano non riguarda solo la sfera alimentare o le cattive abitudini come il fumo ma è anche influenzato dall’inquinamento ambientale. La prevenzione non si limita allo screening, a cui ogni paziente si deve sottoporre, ma è data anche dal cambiamento dello stile di vita dell’intera comunità”.