Finisce lo stato di emergenza dopo oltre due anni e due mesi. Diverse novità ma gli esperti dichiarano: “Ancora massima prudenza”

Alle 23,59 del 31 marzo, finisce lo stato di emergenza Covid dopo quasi due anni e due mesi, anche se in queste giornate stiamo assistendo a un nuovo incremento dei casi.

Di fatto dal 1 aprile arrivano nuove regole, gran parte delle quali per via dell’ultimo decreto Covid approvato dal governo, alcune invece legate alla fine dello stato di emergenza che ha reso possibile una serie di misure nel corso dei due anni passati.

Come ad esempio l’impianto a colori delle Regioni, che ha permesso – con regole differenziate a seconda dell’andamento del contagio da Covid – di non prendere misure uniche per tutta l’Italia.

Dal 1 aprile, quindi, addio ai colori delle Regioni, al Comitato tecnico scientifico e anche alla struttura commissariale. Per il momento però, nonostante la materia sanitaria per Costituzione appartenga alla Regioni, momentaneamente è stata istituita un’unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, che sarà valida fino al 31 dicembre 2022.
Vediamo cosa cambia.
Viene ridotto drasticamente l’utilizzo del super green pass che rimane solo per palestre, piscine, centri culturali, feste, congressi, convegni, casinò e discoteche. Per tutti i lavoratori, così come sui salire sui mezzi pubblici, per le attività all’aperto, ma anche in bar e ristoranti (sia dentro che fuori) c’è bisogno del green pass base. Mentre nei negozi, banche, poste e pubblici uffici non c’è più obbligo di green pass base.
Le mascherine restano obbligatorie al chiuso, ancora per un mese.
Sul fronte scuola: la Dad potrà essere attivata solo per gli studenti con positività certificata dal medico, previa richiesta della famiglia o dello stesso alunno, se maggiorenne. I positivi saranno riammessi dopo isolamento e tampone.
Altra novità è quella legata alla quarantena per contatto con una persona positiva al Covid: andrà in isolamento solo chi ha contratto il virus.
In questo contesto di allentamento delle restrizioni, occorre comunque osservare prudenza perché il virus c’è e la variante Omicron continua a diffondersi velocemente.