Covid-19, quasi un pugliese su due rifiuta il vaccino Astrazeneca

Se da una parte la Regione Puglia vorrebbe dare un’accelerata alla campagna vaccinale, somministrando più dosi possibili per terminare la vaccinazione degli over 80, dei pazienti oncologici, dei disabili e in generale delle persone più fragili, dall’altro si sta profilando un all’orizzonte un ostacolo di cui tenere conto, la paura e il timore da parte di coloro che il vaccino Astrazeneca proprio non lo vogliono fare e in base agli ultimi numeri sarebbe quasi un pugliese su due a rifiutare il vaccino.

Come accaduto nelle scorse ore nell’hub vaccinale di Sammichele, dove numerose persone hanno preferito tornarsene a casa senza vaccino, pur di non farsi iniettare una dose di Astrazeneca. Una Puglia quindi che, rispetto al resto d’Italia, sta andando molto a rilento nella campagna vaccinale; sarebbe infatti penultima con il 71,8% delle dosi somministrate rispetto a quelle ricevute nella serata di ieri. Intanto, il Dipartimento di prevenzione dell’Asl Bari fa sapere che, in accordo con la Protezione civile, è già intervenuto per potenziare la capacità di erogare tamponi molecolari in tutte le attuali sedi presenti sul territorio, dedicati esclusivamente ai medici di Medicina generale. Da lunedì 12 aprile quindi si passerà da 6mila a 15mila disponibilità di tamponi, grazie ad una estensione degli orari delle postazioni attualmente attive solo la mattina che saranno operative anche di pomeriggio e con un rafforzamento del personale nelle postazioni che già sono attive tutto il giorno. Una puntualizzazione quella dell’Asl Bari che giunge dopo la segnalazione della Fimmg sulla “impossibilità” di prenotare i test molecolari da parte dei medici di Medicina generale.