Emergenza Covid, Puglia a “rischio alto”: resta in rosso

Rt in miglioramento ma tutti gli altri parametri peggiorano

La Puglia è la regione italiana che “riporta molteplici allerte di resilienza” e rientra anche questa settimana nella fascia di “rischio alto”. E’ quanto evidenzia il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore della Sanità e del ministero della Salute sull’andamento della pandemia Covid.

La Puglia resterà in zona rossa, i dati confermano che la terza ondata non si è ancora placata. Nonostante l’Rt sia in leggero calo, 1,17 rispetto all’1,24 della settimana scorsa, resta sopra il livello di allerta. Non solo: la Puglia è tra le dieci regioni che “presenta un sovraccarico sia nelle terapie intensive che in area medica”.

L’ultimo bollettino regionale ha registrato un nuovo record di casi positivi, su 12.135 test sono stati rilevati 2.162 contagi (17,8%): 817 in provincia di Bari, 176 in quella di Brindisi, 160 nella Bat, 382 nel Foggiano, 243 in provincia di Lecce, 381 nella provincia Jonica, 8 casi di residenti fuori regione e 5 casi la cui provincia di residenza non è stata resa nota sono stati riclassificati e attribuiti. Rimane alto il numero dei decessi che si attesta a 41: 25 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 4 in provincia di Foggia, 5 in quella di Lecce, 6 in provincia di Taranto. In tutto sono morte in Puglia 4.647 persone. Sono 135.498 i pazienti guariti; 44.796 sono i casi attualmente positivi (+619). Il numero dei pazienti ricoverati sale a 1.997. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia dall’inizio dell’emergenza è di 184.941.

Una situazione drammatica che coinvolge l’intero Paese. L’Italia resta infatti chiusa fino a maggio e da lunedì più di metà del Paese sarà in zona rossa, con Calabria, Toscana e Valle d’Aosta che si vanno ad aggiungere alle 7 regioni e alla provincia autonoma di Trento in cui sono già in vigore le restrizioni più dure, mentre il Lazio torna in arancione. Il governo conferma la linea del massimo rigore anche dopo Pasqua decidendo però di investire il “tesoretto” garantito dai primi segnali di inversione della curva sulla scuola: si tornerà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori. “Le misure adottate finora ci hanno dato un primissimo segnale di rallentamento, ma la situazione è ancora delicata”, afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.

Fino al 30 aprile, dunque, niente spostamenti tra le regioni, saracinesche ancora abbassate per bar e ristoranti, riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri a data da destinarsi, zona gialla cancellata fino alla fine del mese.