Procede a macchia di leopardo (e a singhiozzo) la campagna vaccinale in Basilicata

La fase delle inoculazioni di dosi agli ultraottantenni infatti se a Potenza è quasi conclusa a Matera richiederà ancora un supplemento di tempo imprecisato.

Alle otto di domenica mattina il report aggiornato dal Governo, segnala che delle 55.775 dosi consegnate in Basilicata ne sono state somministrate 42.448 cioè il 76,1 per cento.

Se è ormai risaputo che una delle criticità maggiori è collegata alla insufficienza delle dosi consegnate, quel che sta emergendo in diversi Comuni è anche un problema di organizzazione: Sulle 800 persone in elenco per la vaccinazione  riservata agli ultra ottantenni di Potenza, solo sabato sono state somministrate 642 dosi, ovvero l’80,2 per cento.

L’Azienda sanitaria del capoluogo che organizzato questa fase della campagna cominciata lunedì scorso, con ogni probabilità si concluderà oggi (domenica) nella tenda donata dal Qatar e allestita in uno dei piazzali dell’ospedale San Carlo.

A Matera invece si dice preoccupato il sindaco Bennardi che nelle scorse ore ha sollecitato il presidente Bardi, sull’andamento del piano. Anche nella Città dei Sassi infatti, l’ASM è partita lunedì con le somministrazioni di vaccino ai circa 4500 ultra80enni ma “con il ritmo attuale” il primo cittadino dice che “occorrerebbero circa due mesi per ultimare l’operazione”.

In mezzo ci sono altre realtà come Policoro, dove in una settimana, di persone sopra gli ottant’anni ne sono state vaccinate un migliaio o invece di Grassano, dove la campagna per i 350 anziani, è rinviata a data da destinarsi per mancanza di dosi.

Nella lettera inviata da una rappresentanza di 21 sindaci lucani alle istituzioni sia locali che nazionali, tra le richieste c’è proprio quella di concertare una “massiva campagna di vaccinazione, con una calendarizzazione puntuale e attendibile, che venga implementata in maniera capillare, così da interessare tutti i Comuni” in maniera equa ed omogenea.

La questione è seria anche per alcuni lavoratori, che alla vigilia della zona rossa torneranno a svolgere ruoli cruciali. I segretari di Filcams Cgil di Potenza e Uiltucs di Basilicata scrivono sia a Bardi che al consigliere Polese di Italia Viva per ricordare loro che è sbagliata la scelta di favorire alcune categorie professionali proprio mentre i lucani più fragili e maggiormente esposti soffrono clamorosi ritardi nella campagna vaccinale.