Coronavirus, il Governo incontra le Regioni per modificare il piano vaccinale

Dopo il via libera dell’Aifa ad AstraZeneca e i ritardi nella produzione e consegna, per accelerare, governo e regioni, compatibilmente con il calendario della crisi di governo, tornano ad incontrarsi per rimodulare il piano vaccinale. 

Con il via libera dell’Aifa ad AstraZeneca, destinato preferibilmente agli under 55, diventa sempre più d’attualità il tema delle categorie da vaccinare prima. Ma non solo. Perché all’arrivo delle prime dosi, l’Italia dovrà farsi trovare pronta anche per la somministrazione, ampliando il numero di centri vaccinali e coinvolgendo i medici di base e successivamente i farmacisti.

Personale che andrà ad affiancare i 15.000 e i 4.000 infermieri che hanno risposto al bando del commissario straordinario, Domenico Arcuri. Proprio per accelerare, governo e regioni tornano a riunirsi per rimodulare il piano, valutando le categorie da immunizzare prima in base ad arrivi e disponibilità.

Sul tavolo del confronto tra le Regioni, una difficile mediazione dei due ministri, Boccia e Speranza sul nodo dosi da destinare ad ogni singolo territorio, e sui criteri di assegnazione delle dosi per i quali non tutti i governatori sono d’accordo.

Domenica a Pratica di Mare sono arrivate le 66 mila dosi settimanali di Moderna, alle quali dovrebbero aggiungersi le circa 500 mila in arrivo da Pfizer. Fiale indispensabili per ridare “fiato” alle regioni che hanno ripreso la vaccinazione dopo il rallentamento dei giorni scorsi a causa del taglio delle consegne. Attese in Puglia da Pfizer circa 32mila dosi e da Moderna 4.300. In Basilicata invece si attendono nella giornata di oggi 400 dosi del vaccino Moderna destinate al presidio di Venosa e 400 a Matera. Domani previste ulteriori consegne al San Carlo di Potenza.

L’Italia intanto va verso i due milioni di vaccini somministrati, con oltre 600 mila persone che hanno ricevuto già la seconda dose.

La situazione in linea con quella nazionale in Puglia dove finora sono state somministrate 106.826 dosi, l’88,8% (106.826 delle 120.235 consegnate) mentre in Basilicata ne sono state somministrate 16.636 dosi, che in percentuale superano di poco l’80 per cento delle 20.775 finora consegnate alle aziende sanitarie (dati aggiornati alle otto di stamattina sul sito del Governo).

I ritardi nell’approvvigionamento di nuove dosi hanno obbligato a posticipare a data da stabilire l’avvio della seconda fase, quella che coinvolgerà gli over 80, e che in un primo momento sarebbe dovuta cominciare oggi.