Covid, altri ritardi da Pfizer: il Governo rivede il piano vaccini e valuta azioni legali

Rivedere la distribuzione dei vaccini, rimodulando le consegne in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere con i richiami.

A meno di 20 giorni dall’inizio della campagna vaccinale, il governo è già costretto a rimettere mano al piano presentato a inizio dicembre in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza per rispondere ai ritardi nelle consegne decisi unilateralmente da Pfizer.

Il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, annuncia “azioni legali concordate” nei confronti di Pfizer per il taglio e il ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini, e chiede alle Regioni “un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti”.

Anche perché, come ha riferito il commissario Domenico Arcuri, la prossima settimana ci sarà una “pur lieve ulteriore riduzione delle consegne”, fatto per il quale ha detto di valutare la presentazione di un esposto alla procura per “impatto sulla salute per inadempimento del contratto pubblico”.

Un nuovo intoppo che rischia non solo di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dose per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima.

Sono 93.325, secondo i dati del ministero della Salute, i vaccini consegnati alla Puglia da Pfizer, di questi 64.079 sono stati già somministrati, il 68,7% del totale.

La Puglia, quindi, nonostante i ritardi e il taglio al numero di dosi, ha una scorta di quasi 30mila vaccini che, secondo i calcoli del dipartimento Salute regionale, permetterebbe di programmare con tranquillità i richiami, pur dovendo ridurre il numero delle nuove inoculazioni almeno sino a quando non ci saranno certezze sui tempi delle prossime consegne e il numero di dosi che verranno distribuite da Pfizer. Ma il piano condiviso nelle ultime ore dal Dipartimento salute della Regione anticipa ulteriori ritardi nelle consegne da parte dell’azienda americana: circa il 50% in meno a partire da lunedì, con poco più di 12mila dosi a disposizione per le prime somministrazioni.

Differente la situazione in Basilicata, che è tra le sei regioni italiane che al momento non hanno subito tagli nè riduzioni di consegna per le dosi, anche se alla data del 19 gennaio, la percentuale di quelle somministrate è al 58,7%, dato più basso proprio perchè le ASL lucane hanno accantonato il 30% delle dosi in modo da assicurare il secondo richiamo.

I ritardi nelle consegne un risultato, negativo, lo hanno comunque già prodotto: lo slittamento di almeno due settimane dell’inizio della campagna di vaccinazione per gli over 80 e dei 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici, anche se la Puglia ad esempio ha deciso di non aprire le prenotazioni fino a quando non sarà fatta chiarezza.