Conte firma il Dpcm con le nuove regole per evitare una terza ondata di Coronavirus

Le nuove restrizioni basate sulle zone vedono quasi tutta l’Italia in arancione con il divieto di spostarsi tra regioni fino al 15 febbraio stanno per entrare in vigore.

Introdotta anche una quarta: la “zona bianca”, in cui le basterà attenersi alle regole del distanziamento e mascherina. Ma i parametri per farne parte – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.

Il Governo ha affinato le misure contenute nel Dpcm valido dal 16 gennaio dopo una serie di confronti con gli enti locali. Il tutto per evitare come sta accadendo in altri Paesi europei, lockdown totali per la recrudescenza del virus e scongiurare così gli effetti di una terza, più forte ondata.

Rinnovate tutte le misure fin qui valide a partire dal coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio “alto” o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso. Anche perché gli esperti già conoscono i dati che la cabina di regia analizzerà nelle prossime ore: tutti gli indicatori sono peggiorati nella settimana che si sta per concludere.

In base all’ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimarrebbero gialle: tra queste ci sarebbe la Basilicata.

Fatto salvo il divieto di spostamento tra regioni, gialle comprese, in vigore fino al 15 febbraio, sarà valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa.

Sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.

Nelle sole regioni gialle bar e ristoranti potranno aprire fino alle 18.00 sempre con la regola di massimo quattro persone al tavolo. Nelle zone bianche – ammesso ce ne saranno in questa fase – potranno riaprire anche a cena. Vietata ai bar, dopo le 18.00, la vendita di bevande da asporto. Sempre consentita invece la consegna a domicilio di cibo.

Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali.