Emergenza Covid, ipotesi restrizioni prolungate fino al 15 gennaio

Le anticipazioni sul nuovo Dpcm nella riunione tra Governo e Regioni. Decaro: “A Natale nessun tana libera tutti”

Emergenza Covid, nessuna deroga al sistema a zona, e restrizioni probabilmente prolungate fino al 15 gennaio. Tutto nella bozza del nuovo Dpcm che entrerà in vigore il 4 dicembre.

Il metodo delle Regioni “colorate” resterà valido fino a tutto il 15 gennaio, e si valuteranno tutte le ipotesi possibili per limitare il contagio. La bozza del nuovo Dpcm che entrerà in vigore il prossimo 4 dicembre e che dovrebbe essere presentato da Giuseppe Conte nelle prossime ore è stata esposta dal ministro Boccia ai presidenti di Regione nel corso di una riunione telematica. A Natale l’Italia potrebbe diventare un’unica zona gialla, con coprifuoco alle 22 e bar e ristoranti chiusi alle 18. Resterà il divieto di spostamento tra le Regioni, con deroghe per raggiungere gli anziani soli. Intanto Antonio Decaro interviene sull’ipotesi della chiusura dei centri storici a Natale. “Non mi paiono proposte realizzabili se non in centri abitati piccoli. Punterei su iniziative gestibili e concrete come il divieto di stazionamento utile per combattere gli assembramenti senza colpire lo shopping fatto con regole sicure”, dice il presidente Anci, che per Natale auspica che “il governo offra disposizioni valide per tutta Italia contemperate con l’evoluzione della pandemia. Ma di sicuro non potremo far finta che il virus non esista più”. Ovviamente tutte le misure che andranno prese “devono passare attraverso una fase di ascolto dei rappresentanti di tutti gli interessi e di coordinamento con le forze sociali. Io non conosco sindaci che intendano penalizzare la forza economica della comunità che rappresentano. Ma la pandemia si può governare solo lanciando segnali corretti”. A Natale “non ci sarà un tana liberi tutti”, continua Decaro. “I cittadini debbono essere consapevoli che solo mantenendo comportamenti responsabili non getteremo alle ortiche i risultati che pure stanno emergendo di un contenimento dell’epidemia”. La priorità “è non dare al virus l’occasione per infettare altri familiari e in particolare i meno giovani”. I criteri che attribuiscono il colore alle Regioni “spingono queste ultime a darsi da fare mentre l’Rt regionale quando supera quota 1 segnala ai cittadini il livello del pericolo che devono affrontare. Magari il sistema è semplificabile nel senso che andrebbero fornite cifre chiare che consentano a tutti di valutare la situazione”.