Coronavirus, contagiati 12 parroci nella Bat. Vescovo: “Stanno tutti bene”

Nelle scorse ore le udienze fissate dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Trani sono state rinviate in blocco ad altra data

Il covid 19 entra nelle chiese. Sono dodici i parroci colpiti nella provincia di Barletta, Andria, Trani: due nell’Arcidiocesi di Trani, Barletta e Bisceglie, dieci alla Diocesi di Andria, Canosa e Minervino Murge. Ad Andria, invece, il contagio è avvenuto presso la Casa del Clero, dove i sacerdoti risultati positivi al test vivono in maniera comunitaria. “I sacerdoti stanno tutti bene – ha sottolineato il vescovo mons. Luigi Mansi – alcuni sono asintomatici e altri con sintomi lievi. Nessuno grazie a Dio è in una situazione di gravità”. Continua l’emergenza contagi nella Bat, nelle scorse ore le udienze fissate dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Trani sono state rinviate in blocco ad altra data. I tre componenti del collegio e il cancelliere d’udienza si stavano sottoponendo al tampone. Analoga situazione si è verificata, la settimana scorsa, alla sezione gip-gup per un caso di positività. I cancellieri sono in quarantena fiduciaria-precauzionale. Il procuratore della Repubblica Renato Nitti, in un messaggio inviato al presidente dell’ordine degli avvocati Tullio Bertolino in merito alla notizia di voci di allarme per numerose positività tra magistrati e personale e della presunta situazione fuori controllo nei palazzi di giustizia tranesi, ha definito “la situazione meno grave sebbene comunque allarmante”. Nelle scorse ore è in isolamento, e lo sarà sino all’esito del tampone, anche un’unità amministrativa della sezione lavoro a causa di un cosiddetto “stretto contatto”. Nel frattempo è stata disposta la sanificazione degli uffici. “Finora non sono mai stati accertati casi di contagio avvenuti negli uffici giudiziari. – fa sapere il Procuratore della Repubblica Renato Nitti – L’attenzione che stiamo avendo a monitorare anche i contatti stretti dei positivi ha elevato l’attenzione ulteriormente. L’Asl sta efficacemente supportando questa procedura che, in modo mirato, prevede isolamento/quarantena e tamponi (antigenico e molecolare) anche agli stretti contatti. Prevede inoltre la sanificazione, spesso resa possibile dalla collaborazione degli enti locali. Ciò finora ha consentito di reagire individuando, isolando e cinturando i casi”.