Covid-19, il Policlinico di Bari apre altro modulo di Rianimazione. Ad Acquaviva riapre Covid Hospital

Tre picchi in una settimana. In Puglia la pandemia da Covid-19 sta toccando, sempre più spesso, punte di contagio elevate, mettendo a dura prova il sistema sanitario. Ieri, ben 315 nuovi positivi, 169 solo nell’area metropolitana di Bari, con 71 casi in una Rsa di Alberobello, ora commissariata. Per questo, il Policlinico di Bari si prepara ad aprire un altro modulo da tre posti letto dopo che anche la Rianimazione 1, guidata dal professor Nicola Brienza, ha iniziato ad accogliere i primi pazienti nell’area dedicata ai casi di Covid-19. E nelle ultime ore è stato anche riattivato il Covid Hospital dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Sono infatti già dieci i pazienti positivi trasferiti nel nosocomio, provenienti da altri ospedali della provincia di Bari. Secondo i dati aggiornati a ieri, il numero dei ricoverati in Terapia intensiva è ancora sotto controllo: 16 in totale. A questi vanno aggiunti 12 pazienti in carico all’Utir e soprattutto gli 89 attualmente ricoverati nei reparti di Malattie infettive e Medicina interna. Infine, altri 6 pazienti sparsi altrove per un totale di 126 ricoverati. La seconda ondata quindi potrebbe mettere a dura prova il sistema sanitario pugliese, per questo il capo della task force regionale Pier Luigi Lopalco chiede ai cittadini di evitare il peggio, adottando comportamenti corretti. Intanto, Antonio Decaro, in qualità di presidente Anci ha invece posto l’attenzione sul trasporto pubblico, dichiarando che “Il 55 % è la media delle persone sugli autobus, qualche volta sale nelle ore di punta o con il meteo sfavorevole. Anche a voler mettere ulteriori risorse, non ci sono i mezzi di trasporto. Treni e autobus non si fabbricano in poche settimane. Le aziende di trasporto privato – ha proseguito Decaro – sono già coinvolte, bus turistici e Ncc, ma i mezzi sono comunque limitati. L’unica possibilità che abbiamo è sfalsare gli orari, lo abbiamo già detto a maggio. Il punto è che io come sindaco non posso farlo nemmeno nel mio Comune. I sindaci non lo possono decidere e chiedevamo per questo una norma che ci consentisse di farlo”.