Chirurgia eccellente alla clinica Santa Maria di Bari: anziano salvato con intervento raro

L’87enne presentava un blocco dell’apparato cardiaco e respiratorio. Per operarlo ci son volute tre equipe e 9 chirurghi.

Ci son volute tre diverse equipe chirurgiche e nove medici per portare a termine un delicato intervento chirurgico su un 87enne. La rara operazione è stata eseguita all’ospedale Santa Maria di Bari ed è servita a sbloccare l’apparato cardiaco e respiratorio dell’anziano, debilitato da una grave ostruzione. L’intervento è stato tutt’altro che semplice perché l’uomo presentava diverse patologie ed è per questo che per salvargli la vita ci son voluti gli specialisti di Emodinamica, Cardiochirurgia, Cardioanestesia e Rianimazione. Il paziente al momento dell’operazione presentava anche severe calcificazioni diffuse. I medici hanno così deciso di intervenire con un approccio mininvasivo. Il tutto, spiega il dott. Alfredo Marchese, a capo della équipe di Emodinamica che ha condotto l’intervento, è stato possibile grazie ad un nuovo device che utilizza onde d’urto, già applicate per la frammentazione dei calcoli renali.

“Questo dispositivo – aggiunge Marchese – è costituito da un palloncino che viene gonfiato a livello dell’ostruzione calcifica ed emette ultrasuoni che rompono le ostruzioni di calcio”. In questo caso specifico, tuttavia, non era possibile operare secondo le procedure standard, visto il quadro clinico complesso del paziente. “Per questo – dice il chirurgo – è stato sottoposto contemporaneamente ad assistenza circolatoria extracorporea con ECMO, un dispositivo che funge da supplemento al cuore scaricandolo dal lavoro e mettendolo così a riposo”. L’intervento è riuscito e il paziente ha buone chance di sopravvivenza. Grazie al connubio perfetto tra abilità chirurgica e nuove tecnologie.