Coronavirus in Puglia, l’Iss: «Nelle Rsa 111 morti da febbraio»

Il dato emerge da una indagine condotta dall’Iss in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale

Dal primo febbraio al 5 maggio nelle Rsa pugliesi sono decedute 111 persone, il dato più alto nel Mezzogiorno. È quanto emerge da una indagine condotta, attraverso la compilazione di un questionario inviato alle strutture italiane, dall’Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale sul contagio Covid 19. Dei 111 decessi registrati, però, in nessun caso è stato riscontrato con certezza il contagio da Covid-19 e solamente in quattro casi (3,6%) sono stati rilevati sintomi simili a quelli provocati dal Coronavirus. L’Iss, però, sottolinea che il risultato «risente delle politiche adottate da ciascuna Regione, e a volte da ciascuna Asl o distretto sanitario, sull’indicazione ad eseguire i tamponi». In Italia, sul totale dei 9.154 soggetti deceduti, solo 680 sono risultati positivi al tampone e 3092 presentavano sintomi simil-influenzali. Tornando ai contagi, «grazie al sistema del segnalamento e grazie all’efficienza del sistema le due positività sono state prontamente diagnosticate» ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano. La App «Immuni» – ha aggiunto – dovrebbe darci una mano, «ma fino ad ora non abbiamo avuto segnalazioni particolari ed è importante prendere gli appunti quando si incontrano delle persone e soprattutto avere accortezza». Identificare «chi ha i sintomi» e fare «un’attenta azione di tracciamento dei contatti» è quanto consiglia anche l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese per l’emergenza coronavirus. È questa la strada per scovare i “fantasmi”, cioè gli asintomatici.