Sanità: sindacati lucani, rafforzare assistenza domiciliare

“Occorre riaprire i servizi per dare risposte alle famiglie”

“La fase 2 si è avviata ormai da tempo ma l’attività di assistenza domiciliare stenta a riprendere, tra operatori in confusione e utenti che non riescono a fruire di servizi per loro essenziali”.

Lo hanno scritto – in una nota congiunta – i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Vincenzo Tortorelli, secondo i quali, “occorre riaprire e rafforzare i servizi per dare subito risposte alle famiglie, senza lasciare indietro nessuno. I rappresentanti sindacali hanno inoltre evidenziato che “si è delineata una realtà molto disomogenea sulla quale la Regione Basilicata deve intervenire con immediatezza per ripristinare una condizione ordinaria rispetto all’assistenza sanitaria e non svolta a domiclio. Le famiglie hanno bisogno di aiuto, oltre che di garanzie”. Secondo Cgil, Cisl e Uil, “regna una gran confusione in quelle linee guida che avrebbero, invece, dovuto fare un po’ di chiarezza sulle modalità di svolgimento delle attività domiciliari in sicurezza. E la confusione nasce da un errore di fondo nel non aver distinto le attività domiciliari di tipo sanitario da quelle di tipo socio-assistenziale e socio-educativo e dall’aver erroneamente assimilato servizi domiciliari sanitari e servizi domiciliari sociali (socio-assistenziali e socio-educativi)”. Summa, Gambardella e Tortorelli hanno quindi auspicato “un intervento immediato della Regione affinché ponga ordine e chiarezza nelle disposizioni emanate per favorire la riattivazione completa dei servizi domiciliari in tutto il territorio regionale non privando – hanno concluso – le famiglie di un aiuto e un supporto irrinunciabile”.