Policlinico di Bari: quasi pronta la nuova clinica oculistica con più sale e ambulatori

I lavori si concluderanno a settembre. Il dg, Giovanni Migliore: “Così abbatteremo i tempi di attesa per i pazienti”

E’ in fase avanzata il cantiere per la nuova clinica oculistica del Policlinico di Bari. Più sale operatorie e ambulatori per abbattere le liste d’attesa. 

Tre sale operatorie dedicate, nuovi ambulatori chirurgici e spazi per la didattica. Sarà operativa dal prossimo settembre al Policlinico di Bari la clinica oculistica con più spazi per chirurgia e ambulatori. Il cantiere, che era stato fermato per l’emergenza sanitaria, ha ripreso le attività in piena sicurezza e i lavori stanno per concludersi. Sono 17mila gli interventi di oftamologia eseguiti nel 2019 e l’obiettivo è aumentarli al fine di abbattere le liste d’attesa. Il nuovo padiglione di oculistica si articola su cinque livelli. Al piano interrato ci sono Pronto Soccorso e 12 ambulatori; a quello rialzato, il centro di ipovisione, la direzione, gli spazi per la didattica e gli spogliatoi. Poi c’è il primo piano con le 3 sale operatorie e i 3 ambulatori chirurgici, con corridoi sterili, percorsi di uscita, aree di sterilizzazione e un nuovo accesso attraverso l’ascensore montaletti. Al secondo piano ci sono le stanze, mentre gli spazi per la didattica universitaria si trovano al terzo piano, dove sono collocati anche gli studi medici. Una trasformazione, secondo il direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore, che consentirà di incrementare sia l’attività chirurgica sia quella ambulatoriale, abbattendo i tempi di attesa per i pazienti. “Grazie alle nuove sale, – dichiara il prof. Gianni Alessio, direttore dell’unità operativa di oftamologia – potremo assicurare un’assistenza più rapida e fare numeri a cinque cifre importanti”.

Quasi tutte le prestazioni di oculistica al Policlinico di Bari oggi avvengono in day service e tra gli interventi più frequenti ci sono la cataratta e le complicanze oculari del diabete. Si ricorre al ricovero per il trapianto di cornea, per alcune malattie della retina, e per i tumori.