Coronavirus Puglia, su 2061 test effettuati nelle scorse ore 13 casi positivi. Altri 5 morti

A Taranto nel centro Covid chiude il reparto di pneumologia

Continua a ridursi il numero dei contagiati da Coronavirus in Puglia: Su 2.061 test effettuati sono risultati positivi 13 casi, così suddivisi: 1 nella Provincia di Bari; 2 nella Provincia Bat; 6 nella Provincia di Brindisi; 2 nella Provincia di Foggia; 0 nella Provincia di Lecce; 1 nella Provincia di Taranto; Per 1 caso è in corso l’attribuzione della relativa provincia di appartenenza. Cinque i decessi: 1 in provincia di Foggia, 2 in provincia di Brindisi, 2 in provincia di Lecce. Al momento sono 1.502 i malati in isolamento domiciliare mentre cala ancora il numero dei ricoverati in ospedale: 263. Dall’inizio dell’epidemia si contano invece 478 decessi in tutta la nostra regione. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 95.895 test. Sono 2.027 i pazienti guariti. 1.902 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 4.407 così divisi: 1.443 nella Provincia di Bari; 383 nella Provincia di Bat; 635 nella Provincia di Brindisi; 1131 nella Provincia di Foggia; 509 nella Provincia di Lecce; 276 nella Provincia di Taranto. Intanto continua il processo di dismissione dell’ospedale San Giuseppe Moscati di Taranto come Hub Covid, che sarà completato nei prossimi giorni. L’Asl informa che oggi sono stati dimessi gli ultimi pazienti ricoverati per Coronavirus al reparto di Pneumologia. Dei pazienti che erano rimasti nel reparto nei giorni scorsi, due sono stati trasferiti al reparto Malattie Infettive, tre al proprio domicilio e uno in un centro riabilitativo della provincia. Ora il reparto sarà sanificato e riportato all’origine. Dopo i lavori di ripristino della struttura per riportare l’ospedale Moscati alla sua attività originaria, l’attività Covid nella fase 2 sarà spostata nel padiglione di Malattie Infettive. L’Asl aggiunge che «ora sarà importante cercare di garantire al massimo il distanziamento anche nelle strutture ospedaliere e ambulatoriali. Questo lo si otterrà scaglionando gli ingressi; i pazienti saranno chiamati ogni giorno a domicilio e sarà dato loro un appuntamento per evitare assembramenti all’interno della struttura ospedaliera”.