Coronavirus, in Puglia 72 operatori sanitari contagiati: si rischia emergenza assistenziale

E’ esplosa una vera e propria emergenza assistenziale oltre che sanitaria nella casa di riposo “Don Guanella” di Bari, dove dieci persone sono risultate positive al Coronavirus. Tra queste otto ospiti, di cui un 85enne purtroppo deceduto nelle scorse ore, il direttore e il medico della struttura. Cinquanta i dipendenti che invece si sono messi in autoquarantena, tra di loro addetti alle pulizie, addetti ai pasti e operatori socio sanitari. Tutto questo sta causando notevoli disagi nella gestione degli 86 anziani ospiti della struttura, affetti da alzheimer e da altre importanti patologie e, per questo, bisognosi di assistenza.

 

Le persone risultate positive, invece, non presentano al momento sintomi respiratori mentre solo alcuni hanno qualche linea di febbre. Tutti sono stati messi in isolamento in un’area dell’istituto, separati dagli altri ospiti. Ma la situazione all’interno della casa di riposo barese rispecchia quello che è un dato importante emerso da un documento trasmesso lo scorso 21 marzo dalla task force regionale alle Asl, agli ospedali e ai laboratori di analisi. Il dato riguarda gli operatori sanitari risultati contagiati dal Covid19: ne sono, solo in Puglia, 72. Nel documento, quindi, si evidenzia il rischio che proprio negli ospedali, possano accendersi dei focolai, come già accaduto in Lombardia, in provincia di Bergamo e nel Lodigiano.

 

“Al momento attuale – si legge nella circolare di sabato scorso – l’ambiente assistenziale in Puglia rappresenta una importante fonte di diffusione del virus Covid-19. Dei 241 di cui abbiamo informazione sulla professione, al momento 72 casi (29,8%) sono in operatori sanitari. Questi operatori hanno potuto contrarre l’infezione in comunità o durante l’attività lavorativa, ma il dato epidemiologico importante è rappresentato dal fatto che ben un terzo dei casi complessivi sono potenzialmente in condizione di accendere focolai ospedalieri, con potenzialità di diffusione comunitaria”.