Esperimento lanciato da Matera: ricerca italiana conferma duplice natura della luce.

Confermata nello spazio la doppia natura della luce, ossia la sua proprietà di essere nello stesso tempo un’onda e una particella, prevista dalla fisica quantistica.

Fin dal 2003, l’Osservatorio MLRO di Matera è stato il centro sperimentale per i canali spaziali

Interferometro

Il risultato, pubblicato sulla rivista Science Advances, si deve alla collaborazione fra Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Università di Padova. Non è un risultato teorico, ma il banco di prova delle future comunicazioni quantistiche satellitari criptate.

“È un importante risultato per la ricerca italiana che ci aiuta ad entrare nei misteri dell’infinitamente piccolo e di conoscere meglio il comportamento della luce”, ha osservato il presidente dell’Asi, Roberto Battiston.

“Grazie alle distanze spaziali” ha aggiunto “abbiamo confermato uno degli assunti della teoria quantistica, ossia che la particella mantiene la sua duplice natura di onda-corpuscolo. Con questo esperimento l’Italia conferma il suo ruolo di primissimo livello nello sviluppo delle comunicazioni quantistiche che avranno molte applicazioni nel futuro”.

La misteriosa natura quantistica della luce sopravvive ai viag…

Le nuove comunicazioni quantistiche satellitari hanno permesso di attuare l’esperimento a scelta ritardata di Wheeler per la prima volta nello Spazio, coprendo la distanza record di 3500 km: un grande risultato che mette in luce l’avanguardia italiana nel campo delle comunicazioni, frutto della collaborazione tra Università di Padova e Agenzia Spaziale Italiana. La ricerca è stata pubblicata su Science Advances. Approfondimento su Il Bo Magazine https://goo.gl/dsKaLH

Pubblicato da Università degli Studi di Padova su Mercoledì 25 ottobre 2017

La ricerca italiana aveva infatti debuttato in questo campo nel giugno 2015, con il primo messaggio quantistico al mondo inviato via satellite. Adesso i satelliti hanno permesso di raggiungere la distanza record di 3.500 chilometri.

In particolare è stato riprodotto nello spazio l’esperimento ideato negli anni ’70 dal fisico John Archibald Wheeler e per farlo hanno utilizzato la stazione laser del Centro di Matera dell’Asi, chiamata Mlro (Matera Laser Ranging Observatory), e satelliti con prismi retro-riflettori.

Lo sviluppo di questo nuovo campo di ricerca è appena cominciato e ha già portato altri Paesi a investire fortemente in queste tecnologie. In prima fila ci sono Cina, Giappone, Germania, Canada, Singapore e Austria.