Carne Rossa e Cancro. Le cose da sapere dopo la divulgazione dello studio dell’OMS

Al centro dei dibattiti in Italia negli ultimi giorni c’è il tema del consumo di carne rossa associato ad un maggior rischio di insorgenza del cancro  (principalmente per il tumore del colon-retto, ma un’associazione si è rilevata anche per il cancro del pancreas e della prostata).

Ad affermarlo è stata l’International Agency for Research on Cancer (IARC) che fa capo all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi nessun dubbio sulla fonte che ha rilevato una relazione tra tumori e  carne rossa, sia lavorata o trattata.

La “lista nera” delle carni

Nell'infografica realizzata da Centimetri le carni considerate cancerogene e quelle probabilmente cancerogene. ANSA/CENTIMETRI

Nell’infografica realizzata da Centimetri le carni considerate cancerogene e quelle probabilmente cancerogene.
ANSA/CENTIMETRI

Entrano nella lista nera dell’OMS gli hot dogs (che ricordiamo essere però lo “street food” per eccellenza ma a New York), la carne in scatola. Certo in Italia, in particolare poi tra Puglia e Basilicata, dobbiamo essere particolarmente attenti al consumo delle salsicce nostrane (di cui siamo ghiotti) ma anche alla bresaola, agli affettati di tacchino e pollo, salame, lonza, coppa, mortadella e würstel. In pratica tutte le “carni trasformate”.

Meno a rischio invece, secondo lo studio Iarc, le carni rosse non lavorate (inserite fra le probabilmente cancerogene).

Questa categoria, spiega l’Oms, ”si riferisce a tutti i tipi di carne di muscolo di mammifero, come ad esempio manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra”. Mentre le carni di qualsiasi specie che vengono semplicemente macinate prima di essere vendute al consumatore, benché con aggiunta di sale o pangrattato (es. hamburger) non sono carni trasformate; vengono bensì definite “preparazioni di carni”, precisa Assocarni.

E gli Italiani, sottolineano Assocarni e Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi), mangiano in media due volte la settimana 100 grammi di carne rossa (e non tutti i giorni) e solo 25 grammi al giorno di carne trasformata. Un consumo, ricorda l’industria alimentare, che è meno della metà dei quantitativi individuati come potenzialmente a rischio cancerogeno dallo studio Iarc.

Non facciamoci spaventare da queste ricerche

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin all'evento organizzato dal Ministero della Salute sulla nutrizione a conclusione dell'attività svolta ad Expo 2015. Milano, 27 ottobre 2015. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin all’evento organizzato dal Ministero della Salute sulla nutrizione a conclusione dell’attività svolta ad Expo 2015. Milano, 27 ottobre 2015. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

”Non bisogna mai essere spaventati dalle ricerche; bisogna poi leggerle, perché sono estremamente complesse nelle loro articolazioni” afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Sky TG24. La risposta, ha detto il ministro, ”è ciò che già sapevamo, e cioè che il segreto è la Dieta Mediterranea”.

La Dieta Mediterranea, ha spiegato Lorenzin, ”prevede un corretto apporto nutrizionale a base di carboidrati con tanta frutta e verdura, pesce, legumi, carne bianca e anche carne rossa con moderazione. Il segreto è mangiare poco di tutto con un apporto equilibrato dei fattori nutrizionali”.

Lavorazione delle carni in Italia: altissimo livello e di qualità

”Noi” ha spiegato il ministro Lorenzin “non utilizziamo ad esempio molte componenti che sono permesse in altre parti del mondo, e c’è una grande attenzione alla qualità del prodotto affinché questo sia il più possibile naturale nel modo in cui viene lavorato. Ciò è tipico dei nostri prodotti, ed è ciò che li rende anche tra i migliori al mondo”.

I titoli di giornale “che sono stati dati sono stati eccessivamente allarmistici. Non dobbiamo creare allarmismo fra i nostri cittadini ma proporre un’educazione all’alimentazione che tra l’altro è nella nostra cultura”.