Mediterraneo No Triv presenta formale denuncia all’UE contro “trivelle” petrolifere in mare.

L'intervento del sindaco Leone

L’intervento del sindaco Leone

POLICORO – Il Comitato Mediterraneo No Triv ha presentato formale denuncia alla Commissione delle Comunità Europee segnalando violazioni di norme del diritto comunitario compiute dall’Italia.

La gravità della situazione del Golfo di Taranto interessato da ben 12 istanze di ricerca di idrocarburi da parte di compagnie petrolifere di tutto il mondo e l’autorevolezza dell’ente preposto alla recezione della denuncia, ha indotto il comitato ad approfondire la denuncia anche con l’indicazione della normativa che in Italia consente una simile situazione.

Il riferimento è soprattutto all’art. 35 del D.L. 83/2012 detto “Decreto Cresci Italia” che consente il riavvio di tutte quelle istanze di ricerca di idrocarburi già rigettate con il decreto Prestigiacomo emesso all’indomani del disastro petrolifero nel Golfo del Messico.

Le norme di diritto comunitario violate, a parere del comitato Mediterraneo No Triv, sono nello specifico l’art. 191 del Trattato di Maastrich che introduce il principio di precauzione.

Il principio di precauzione configura l’obbligo per ciascun stato aderente alla Comunità Europeea sdi adottare disposizioni di legge in grado di prevenire ed escludere qualsiasi tipo di rischio potenziale all’ambiente, alla salute e alla sicurezza pubblica.

In sostanza si impone allo Stato che deve, eventualmente, autorizzare la realizzazione di un impianto industriale in grado di incidere sensibilmente sull’ambiente e di conseguenza sulla salute dei cittadini, di basare la propria decisione su studi scientifici obbiettivi, trasparenti e imparziali in grado di escludere forme di inquinamento o di danno o di pericolo per l’ambiente.