320 milioni per la bonifica della Trisaia

ROTONDELLA (Matera) – Per riportare il “prato verde” nel sito di Rotondella che ospita l’Itrec – impianto in cui sono stoccate da anni decine di barre di combustibile nucleare provenienti dalla centrale statunitense di Elk River – saranno spesi in totale 320 milioni di euro. E’ una delle cifre fornite ad amministratori, imprenditori e sindacalisti, da Giuseppe Nucci, amministratore delegato della Sogin, la società impegnata nello smantellamento degli impianti nucleari. Nei prossimi quattro anni, Sogin realizzerà nei siti nucleari italiani lavori di bonifica per 508 milioni di euro, 75 dei quali proprio a Rotondella. Fra i progetti da realizzare, particolare spazio sarà dato ai contenitori per le barre di uranio di Elk River, a strutture interne e al “trattamento della condotta a mare dismessa negli anni scorsi e alla sua caratterizzazione radiologica”. La Sogin ha precisato che non sarà prodotto “alcun impatto, sia radiologico sia convenzionale, sull’ambiente” e che dai risultati delle “centinaia di misure sulle matrici alimentari e ambientali” eseguiti finora, emergono “impatti ambientali radiologicamente irrilevanti”. Tali affermazioni non convincono gli attivisti dell’associazione “Scanziamo le scorie” che, in una nota, hanno dichiarato che “alle parole propinate da anni non seguono i fatti”. Ottimista, invece, si è detto in un comunicato Cosimo Latronico, senatore lucano del Pdl, auspicando che “i cantieri possano aprire con immediatezza e le lavorazioni possano essere eseguite con la massima attenzione all’applicazione delle migliori pratiche”.