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Matera, Mons. Ambarus: «La Festa della Bruna sia un cammino di fede e conversione»

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    L’arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico ha celebrato la Messa dell’Alba del 2 luglio, invitando i fedeli a vivere la Processione dei Pastori come un percorso interiore. La trasmissione in diretta TV e Web su TRM Network

    Alla Messa dell’Alba che apre la giornata della Festa di Maria SS. della Bruna, l’arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, Mons. Benoni Ambarus, ha invitato i fedeli a vivere la tradizionale Processione dei Pastori non solo come un cammino esteriore, ma soprattutto come un percorso interiore di fede e conversione.

    Prendendo spunto dal Vangelo della Visitazione, il presule ha sviluppato la sua omelia attorno a tre parole chiave: attesa, benedizione e umiltà. L’attesa, ha spiegato, è la condizione necessaria perché Dio possa entrare nella vita dell’uomo. «La fede nasce solo quando c’è l’attesa: se Dio non lo attendiamo più, difficilmente lo troveremo», ha affermato, esortando quanti vivono un senso di vuoto o sono alla ricerca spirituale ad aprire il proprio cuore al Signore.

    La seconda parola è stata benedetta. Richiamando l’incontro tra Maria ed Elisabetta, Mons. Ambarus ha invitato a riconoscere e gioire dei doni che Dio compie negli altri, contrastando le logiche dell’invidia, del rancore e della divisione. «Non cediamo alle logiche manipolatorie che dividono l’unica famiglia umana», ha detto, sollecitando la comunità a coltivare uno sguardo capace di vedere il bene nelle persone.

    Infine il tema dell’umiltà, incarnata da Maria nel Magnificat. L’arcivescovo ha ricordato che l’umiltà non consiste nello sminuirsi, ma nella consapevolezza della propria piccolezza davanti alla grandezza di Dio. «Più si è consapevoli di essere piccoli, più ci sono le condizioni perché il Signore ci chieda di collaborare nel suo amore», ha sottolineato.

    Un passaggio particolare è stato rivolto ai giovani, invitati a non inseguire soltanto il successo o la necessità di dimostrare il proprio valore. «Il Signore vi guarda e vi ama per come siete», ha detto, ricordando che Dio può compiere grandi opere anche attraverso chi si riconosce fragile e semplice.

    Nel concludere l’omelia, Mons. Ambarus ha affidato alla Madonna della Bruna la comunità materana, richiamando l’esempio dei pastori e dei padri che hanno vissuto nella semplicità, nella dignità e nell’onestà. L’invito finale è stato quello di imitare il “sì” di Maria, spendendo la propria vita nell’amore e nel servizio verso gli altri, affinché la festa patronale diventi occasione di autentico rinnovamento spirituale oltre che di devozione popolare.

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