Le palme benedette sventola tra i vicoli bianchi, e il profumo che esce dalle cucine raccontano che (anche in Puglia) la festa è appena iniziata. La Domenica delle Palme non è solo l’ingresso nella settimana Santa, è il trionfo della primavera che sposa la tradizione contadina. Il rito si apre con il croccante della focaccia barese, ancora calda, accompagnata dai primi frutti della terra: fave novelle, pecorino e i carciofi, che qui diventano arte, arrostiti alla brace e formaggio. Ma il vero cuore del pranzo batte nei primi piatti. Dalle orecchiette fatte a mano, condite con un ragù lento che ha borbottato per ore, fino alle varianti più fresche con asparagi selvatici e cardoncelli. È una cucina che non spreca nulla, che trasforma ingredienti semplici in simboli di abbondanza. Il secondo è un passaggio di testimone: l’agnello con le patate al forno fa la sua prima comparsa, anticipando la Pasqua, mentre sulla costa il baccalà in umido tiene fede alle radici marinare. E per chiudere, il dolce che ogni nonna prepara con cura: la Scarcella. Una frolla intrecciata che racchiude un uovo sodo, simbolo di rinascita e vita, decorata con zuccherini colorati che portano l’allegria in tavola. È una Puglia che si ritrova intorno al piatto, dove ogni boccone è un pezzo di storia, un legame indissolubile tra fede, famiglia e buona tavola.
Domenica delle Palme: il menù delle tavole pugliesi
