Roma, al via gli Stati generali dei piccoli Comuni: Puglia e Basilicata presenti alla Nuvola

Al via la due giorni conclusiva del progetto P.I.C.C.O.L.I. Sindaci e amministratori pronti al confronto su bilanci, personale e spopolamento

Prenderanno il via oggi, alle ore 14, a Roma, alla Nuvola, gli Stati generali dei piccoli Comuni, appuntamento conclusivo del progetto P.I.C.C.O.L.I., promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e attuato da Anci. La seconda giornata è in programma domani, 20 febbraio. Coinvolti circa 1.500 Comuni con meno di 5mila abitanti.

Sarà presente la Puglia con la Consulta regionale Anci Piccoli Comuni e 27 enti aderenti al progetto: Andrano, Arnesano, Bagnolo del Salento, Cannole, Carpignano Salentino, Castrì di Lecce, Castrignano de’ Greci, Castro, Cursi (capofila), Diso, Giuggianello, Giurdignano, Martignano, Melpignano, Miggiano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Palmariggi, Salve, San Pietro in Lama, Sanarica, Seclì, Sogliano Cavour, Sternatia, Supersano, Uggiano La Chiesa e Zollino. A rappresentarli saranno sindaci, amministratori e funzionari che hanno preso parte al percorso di rafforzamento amministrativo.

Nel corso dell’evento Anci Puglia presenterà l’Agenda dei Piccoli Comuni, documento rivolto al Governo e alla Regione Puglia con proposte su fondi strutturali, legislazione differenziata, fiscalità di vantaggio, rilancio delle Unioni di Comuni e attivazione del Consiglio delle Autonomie locali.

In Italia i piccoli Comuni sono oltre 5.500, circa il 70% del totale. In Puglia se ne contano 88: 42 in provincia di Lecce, 38 in provincia di Foggia, 6 in provincia di Taranto e 2 nella Città Metropolitana di Bari. Undici Comuni sotto i mille abitanti si trovano tutti in provincia di Foggia. Il più piccolo è Celle di San Vito (FG), con poco più di 140 residenti. Nel 2023 la Puglia ha perso oltre 17mila residenti, pari a –0,4%. Secondo Svimez, il 26% dei laureati pugliesi si trasferisce fuori regione.

Alla Nuvola sarà presente anche Anci Basilicata con numerosi amministratori dei piccoli Comuni lucani. “I piccoli Comuni non sono la periferia del Paese, ma il cuore pulsante che ne garantisce la tenuta territoriale e ambientale. Il 94% degli enti è in equilibrio finanziario e, tra il 2019 e il 2024, i Comuni in disavanzo sono diminuiti del 33%”, afferma Gerardo Larocca, presidente di Anci Basilicata.

Larocca evidenzia una criticità: “Abbiamo bilanci sani ma uffici drammaticamente vuoti. In poco più di un decennio i piccoli Comuni hanno perso il 13,9% del personale a tempo indeterminato. Nelle sedi di fascia C l’82% dei posti di segretario comunale risulta vacante”. Il presidente richiama inoltre la prospettiva di oltre 8 miliardi di euro di tagli ai contributi per investimenti nel prossimo decennio.

Tra le proposte di Anci Basilicata, la stabilizzazione del Fondo Piccoli Comuni, la semplificazione delle procedure sul modello Pnrr, lo sblocco delle assunzioni e il potenziamento delle gestioni associate. “Sostenere i piccoli Comuni non è una misura assistenziale, ma una scelta strategica nazionale”, conclude Larocca, dando appuntamento a Roma per il 19 e 20 febbraio.

Intanto, sette piccoli Comuni della provincia di Foggia risultano esclusi dal finanziamento del piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni, nonostante fossero stati precedentemente ammessi in graduatoria. Si tratta di Anzano di Puglia, Biccari, Bovino, Carlantino, Celenza Valfortore, Panni e Poggio Imperiale.

I sindaci hanno scritto al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia e delle Finanze chiedendo lo sblocco delle risorse e le motivazioni dell’esclusione. Dopo il bando pubblicato nel luglio 2023 dal Dipartimento Casa Italia, che prevedeva contributi fino a 700mila euro per Comune, nell’agosto 2024 era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’elenco degli ammessi.

Lo scorso 10 febbraio è stato diffuso un nuovo elenco dei progetti finanziati: da 144 si è passati a 91, con l’esclusione di 70 Comuni, tra cui i sette foggiani. “È inaccettabile che Comuni già ammessi vengano esclusi senza spiegazioni. Non chiediamo favori, ma rispetto delle regole e dei diritti delle nostre comunità”, dichiarano i sindaci, che parlano di “doccia fredda” per i territori interessati e chiedono chiarezza e lo sblocco immediato dei fondi.