Bari, il Pd Puglia apre a Decaro: “Ora la coalizione scelga l’unità”

Il segretario regionale De Santis annuncia il via libera alla candidatura dell’ex sindaco, ma resta il nodo Emiliano e Vendola

Il Pd pugliese accoglie la disponibilità di Antonio Decaro a candidarsi alla guida della Regione. La segreteria regionale, riunita il 26 agosto a Bari, ha deciso di portare la proposta al tavolo della coalizione. Il segretario Domenico De Santis avverte: “Serve unità, no agli errori del 2022”.

BARI – La segreteria regionale del Partito Democratico ha dato il via libera alla possibile candidatura di Antonio Decaro alla presidenza della Regione Puglia. L’ex sindaco di Bari, oggi europarlamentare, si è detto disponibile – anche se con alcune riserve – a guidare la coalizione di centrosinistra.

Al termine della riunione dei dem, il segretario regionale Domenico De Santis ha parlato di “notizia positiva per l’intero Pd” e ha annunciato che la candidatura sarà portata al tavolo con le altre forze progressiste. “Spetta alla politica sciogliere i nodi e costruire l’unità. Nei prossimi giorni apriremo un confronto serrato tra tutte le componenti del centrosinistra”, ha dichiarato.

Decaro ha però posto un veto sulla presenza nelle liste dei consiglieri regionali uscenti vicini al governatore Michele Emiliano e all’ex presidente Nichi Vendola. Una scelta che ha già sollevato tensioni interne. De Santis ha ricordato il valore delle ultime stagioni di governo regionale: “I governi di Vendola ed Emiliano hanno cambiato il destino della Puglia, una regione che sembrava marginale e che da vent’anni vive una stagione straordinaria”.

Il segretario dem ha avvertito i suoi: “Non possiamo ripetere gli errori del 2022. La divisione ci è costata cara, consegnando il Paese alla destra. La nostra forza è l’unità, non la frammentazione”. Poi ha ribadito la linea per il rinnovamento delle liste: spazio a giovani e donne, fuori chi ha problemi giudiziari e chi usa il Pd solo come trampolino elettorale.

“Crediamo che insieme possiamo fare ancora di più – ha concluso –. È il lavoro collettivo, non quello individuale, che rende credibile il nostro progetto”.