Matera, scoppia la polemica sull’impianto biogas a La Martella

Annunci e polemiche a Matera, dove tiene banco la questione relativa all’installazione dell’impianto di biogas a La Martella. Lo scorso 17 dicembre, infatti, la Regione Basilicata – Ufficio Energia, con determinazione dirigenziale, ha autorizzato – a una società privata – i lavori per «la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di biometano mediante trattamento anaerobico di FORSU da realizzarsi nell’area industriale “La Martella”, a Matera, con una serie di prescrizioni legate alla realizzazione e gestione dell’impianto stesso».

Un atto che ha provocato numerose reazioni di preoccupazione nella comunità della Città dei Sassi, tra cui quella del Comitato Quaroni che ha evidenziato come – sebbene sia formalmente conforme alla normativa – tale autorizzazione rappresenti «un potenziale rischio per l’ambiente e la salute pubblica».

A detta del Comitato, appare inopportuno ignorare le possibili criticità connesse alla gestione dei rifiuti organici e dei sottoprodotti del processo anaerobico, che potrebbero incidere negativamente sul contesto naturale e sulla qualità dell’aria; ai papabili rischi legati alle emissioni odorigene; al traffico pesante derivante dall’attività dell’impianto e al possibile inquinamento delle acque, oltre che alla vicinanza dell’impianto a zone di rilevanza socio-sanitaria, paesaggistica ed ambientale.

Anche alcuni esponenti politici locali hanno espresso la propria disapprovazione in merito all’autorizzazione. In particolare, l’ex sindaco Domenico Bennardi ha parlato di «tradimento» da parte del governo Bardi criticando «il silenzio assordante di tutti i rappresentanti dei partiti di centrodestra». L’ex primo cittadino si è detto convinto che la scelta finale debba spettare ai cittadini, pertanto ha invitato tutti riaprire il dialogo sul tema.

Per l’ex assessore all’Ambiente Massimiliano Amenta siamo davanti all’ennesima occasione sprecata. «L’opportunità potenziale per il comune – ha esordito Amenta – si è tramutata in una ghiotta occasione per privati il tutto a pochissimi metri di distanza da un sito già idoneo e di proprietà comunale. Una vera beffa», ha poi concluso l’ex assessore.

Dello stesso avviso anche l’ex consigliere comunale Michele Paterino che, nonostante sia favorevole alla cosiddetta “economia circolare”, non condivide la localizzazione dell’impianto. Da qui la sua richiesta «di programmare meglio, di scegliere luoghi più idonei e di anteporre, nelle decisioni, la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente».