Cinque “impresentabili” alle regionali lucane per la Commissione parlamentare Antimafia

Sono cinque gli “impresentabili” tra i 260 candidati in corsa per un posto nel consiglio regionale della Basilicata per la tredicesima legislatura. Ad annunciarlo è stata la Commissione parlamentare Antimafia a seguito delle verifiche di rito sulla violazione del codice di autoregolamentazione.

Tra i cinque, tre sono candidati nel centrodestra e due nel centrosinistra, si tratta del consigliere regionale uscente, Francesco Piro, candidato di Forza Italia, di Angelo Antenori, per Orgoglio lucano, Vincenzo Clemente (Udc-Dc con Rotondi-Popolari Uniti), nei partiti di coalizione a sostegno di Vito Bardi, mentre Lucio Libonati e Livio Valvano, entrambi candidati con la lista Avs-Si-Psi, a sostegno di Piero Marrese.

Onde evitare equivoci, chiariamo che, al netto della definizione utilizzata dalla commissione antimafia, i cinque potranno regolarmente partecipare alla tornata elettorale, infatti la legge Severino, che stabilisce le norme per la prevenzione e repressione della corruzione, prevede l’incandidabilità esclusivamente nel caso di passaggio in giudicato di sentenze di condanna.

Nel caso specifico invece, Piro, Antenori, Clemente Libonati e Valvano, sono sottoposti a giudizio per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione, al concorso in accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, all’autoriciclaggio al concorso in induzione indebita e in turbata libertà degli incanti, ma nessuno è stato condannato per le ipotesi contestate.

A conferma di ciò, con una nota, Valvano, ha evidenziato come Si tratta di fatti risalenti al 2013, riguardanti contestazioni di “concorso” per presunte irregolarità amministrative, approfondite anche dal Ministero dell’Interno con la Commissione di Accesso nominata dall’allora Ministro leghista Salvini. Un lavoro, ha aggiunto Valvano, che portò all’archiviazione del procedimento di inchiesta.

Si tratta di fisiologiche attività e pesi da sopportare per tutti coloro che fanno gli amministratori in Italia, ha sottolineato il segretario lucano dei socialisti, come ben sanno i Sindaci e i Presidenti di Regione, gli assessori e consiglieri regionali interessati da inchieste, su cui poi l’organo giudicante farà giustizia. Al momento il mio certificato del casellario giudiziale è “nullo” e tale resterà in futuro, ha concluso Valvano.

“Giusto per essere chiari con qualcuno che pensa di poter danneggiare la mia campagna elettorale a dieci giorni dal voto: la solita macchina del fango ad orologeria, mi viene da sorridere e sorrido. La mia campagna elettorale continua con la coerenza di sempre e con maggiore determinazione, con l’obiettivo di essere il primo della lista di Forza Italia” in provincia di Potenza. Lo ha scritto, in un post su facebook Francesco Piro (FI). “L’impresentabilità – ha aggiunto – sarebbe semplicemente una questione di opportunità politica, ‘senza valore di legge’ per ‘una vicenda giudiziaria del 2016’ di cui non ho mai avuto condanne, nemmeno di primo grado e mai ne avrò perché sono persona trasparente e leale, forse a volte solo troppo disponibile”, ha concluso Piro.