San Pietro: inaugurato il presepe monumentale disegnato dal lucano Franco Artese
ROMA. C’è la mente lucana di Franco Artese dietro alla realizzazione del presepe allestito a Roma in piazza San Pietro. Il maestro presepista originario di Grassano, su richiesta della diocesi di Rieti, ha infatti ideato il bozzetto che ha dato vita al presepe che intende commemorare quello realizzato ottocento anni fa, per la prima volta nella storia, da san Francesco d’Assisi.
La storia narra che il patrono d’Italia, nel lontano 1223, di ritorno da un viaggio in Terra Santa, volle rievocare la nascita di Gesù a Greccio, un borgo situato in provincia di Rieti che gli ricordava Betlemme.
La tradizionale inaugurazione del Presepe proveniente dalla diocesi di Rieti e l’illuminazione dell’albero di Natale proveniente dalla diocesi di Saluzzo è stata presieduta dal cardinale Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, alla presenza di suor Raffaella Petrini, segretario generale dello stesso Governatorato. Papa Francesco, prima di ricevere in udienza le delegazioni provenienti dalle diocesi coinvolte, ha avuto modo di vedere in anteprima il presepe con una visita a sorpresa durante il suo allestimento.
Un lavoro corale, fatto a più mani, quello che a partire dall’idea del maestro Artese, ha visto coinvolti numerosi professionisti di primo piano tra i quali si annoverano gli artigiani di Cinecittà per il disegno, la progettazione e la realizzazione della struttura, il maestro presepista Antonio Cantone per la costruzione dei personaggi e degli animali, la light Designer Margherita Suss di Gms Studio Associato per la progettazione dell’illuminazione scenica.
Grazie a questo lavoro di squadra, piazza San Pietro si è trasformata in un’ideale Greccio dove, attorno alla greppia, al bue e all’asinello, sono stati collocati pochi personaggi a grandezza naturale: quelli che realizzarono il desiderio del Poverello, come il nobile Giovanni Velita e sua moglie Alticama, tre frati compagni del Santo e alcuni pastori. La memoria torna a quanto narrato da Tommaso da Celano, che descrisse il primo presepe vivente della storia. La scena infatti vede al centro l’affresco della grotta di Greccio, davanti al quale un frate minore celebra la messa in presenza di San Francesco con in braccio il Bambinello e la Madonna, accanto a loro ci sono San Giuseppe in adorazione, il bue e l’asinello.
La struttura del presepe, che ricorda la roccia del santuario di Greccio con un si
mbolico abbraccio al colonnato di Piazza San Pietro, è collocata su una base ottagonale in ossequio agli ottocento anni dell’evento. L’opera d’arte è circondata da una vasca dove scorre il fiume Velino, le cui acque partono dalla valle Santa e giungono fino a Roma. L’acqua rimanda anche al cantico delle Creature e alla millenaria storia della valle ricca d’acqua e a cui sono legate le vicende delle popolazioni che l’abitano e l’hanno abitata. Nella rappresentazione si fa riferimento anche ai quattro santuari francescani e alla città di Rieti.
Oltre a quello di piazza San Pietro, nell’Aula Paolo VI è stato allestito un secondo presepe che narra la rappresentazione della nascita di Gesù con migliaia di tessere di vetro veneziano sapientemente lavorate dall’artista del mosaico Alessandro Serena di Spilimbergo.
Per la prima volta nella storia, il presepe di piazza San Pietro è stato realizzato grazie al coinvolgimento di aziende private; in particolare il coordinamento è stato affidato alla Fondaco Italia, i curatori sono stati Enrico Bressan e Giovanna Zabotti, e tra i vari partener hanno avuto un ruolo iGuzzini, Orsoni Venezia 1888 Mosaici, Meg impianti, Almaviva, Ntv Italo Spa, Melex Studio Legale Roma, Unindustria, Enit e Roma Lazio Film Commission.
L’albero e il presepe saranno visitabili fino domenica 7 gennaio 2024; in seguito le opere monumentali verranno trasferite ed esposte permanentemente nella città di Rieti.

