Impianto rifiuti di San Sago, interrogazione del sen. De Bonis: chiede al ministro Cingolani la chiusura definitiva

Chiuso due volte in passato per gravi irregolarità e per il dannoso impatto ambientale, è pronto a riaprire l’impianto di smaltimento rifiuti di San Sago, nella valle del Noce. Al confine praticamente tra Basilicata e Calabria. E mentre sindaci e associazioni ambientaliste dicono no alla ripartura, le due regioni autorizzano a procedere. Con Valutazione di incidenza ambientale la Basilicata, e con Valutazione integrata ambientale la Calabria.

Quanto al fronte lucano, immediata la reazione dell’opposizione: il capogruppo del PD in consiglio regionale, Cifarelli, accusa l’assessore all’Ambiente, Rosa, di “ambientalismo ambiguo”: “La questione non può essere politica nei confronti della Calabria e tecnica nella gestione di casa nostra!” tuona Cifarelli, il quale spiega che non basta risolvere “la questione dell’autorizzazione di uno degli impianti trattamento rifiuti potenzialmente più inquinante del mezzogiorno, come una semplice presa d’atto di una scelta amministrativa”.

Dalla Basilicata insomma nessuna cautela e niente prescrizioni di attività di monitoraggio, per il consigliere d’opposizione, che per Rosa invece “parla di cose che non ha voluto approfondire”, essendo “stato invitato agli incontri delle Plenarie della Regione per il Pnrr Ambiente ed Energia”. L’assessore accusa Cifarelli di “non avere la minima idea di cosa scrive. La sconclusionatezza delle affermazioni, confondendo autorizzazioni e Valutazione di incidenza ambientale; competenze amministrative e perimetri di salvaguardia – conclude Rosa – non merita risposta”. Interviene, con un’interrogazione in Parlamento, anche il senatore lucano Saverio De Bonis: “Mentre ci occupiamo di transizione, clima e ambiente ai livelli macro, è nei singoli territori che si consumano le vicende più inquietanti”, afferma chiedendo al ministro Cingolani la chiusura definitiva di un impianto che già ha provocato un “disastro ambientale”.