Viabilità in Basilicata, monitoraggi per la Bradanica, a fine mese riapre la strada per Borgo Picciano

Già eseguite le prove di carico, entro la fine del mese verrà riaperta al traffico, in una nuova configurazione viaria, la strada provinciale ‘Borgo di Picciano’, precedentemente interrotta per consentire la realizzazione della nuova statale.

Il tracciato del nuovo tronco stradale ha inizio al km 132,065 della SS655 “Bradanica” e termina sulla SS7 “Appia”, attraverso lo svincolo di ‘Matera-Centro’, garantendo – tra l’altro – l’accesso all’autostrada A16 ‘Napoli-Canosa’. L’investimento complessivo dell’intervento è pari a oltre 77 milioni di euro, dei quali 19 finanziati dalla Regione Basilicata e la restante quota finanziata da Anas. Lo sviluppo complessivo della nuova opera è pari a circa 12 km (8 dei quali già in esercizio dal 2018, con un innesto di collegamento sulla strada provinciale ‘Timmari-Santa Chiara’) con 4 svincoli per la connessione con la viabilità circostante. Il tracciato è caratterizzato dalla presenza di tratti in rilevato e trincea, alternati da opere d’arte (ponti e viadotti).
Tra questi, le opere d’arte principali sono il ponte sul torrente Gravina – con struttura in acciaio, della luce di 144 metri circa, è del tipo ad arco a via inferiore, costituito da un’unica campata sospesa mediante tiranti a due archi ribassati in tubolari di acciaio – ed il viadotto ‘Santo Stefano’, formato da 6 campate aventi luce di 30 metri, con impalcato, realizzato in calcestruzzo armato, che costituisce un unico corpo. Due opere tecnicamente molto complesse in quanto il ponte ‘Gravina’ supera il forte dislivello della valle del torrente Gravina (senza tra l’altro interessare l’area golenale tutelata per la valenza paesaggistica ed ambientale), mentre il viadotto Santo Stefano sovrappassa l’omonimo fosso. In particolare, durante la realizzazione di quest’ultima opera, si sono verificati alcuni fenomeni di instabilità dei terreni che hanno richiesto l’esecuzione di interventi di consolidamento e protezione delle fondazioni, nonché di opere di drenaggio dei versanti su cui insiste l’opera stessa.
I monitoraggi – finalizzati a verificare l’efficacia delle suddette opere di consolidamento e drenaggio e dunque la risposta della nuova opera d’arte ai detti fenomeni, in evoluzione – necessitano di un maggiore tempo di osservazione e successiva elaborazione dei dati, per tenere anche conto di un primo periodo, caratterizzato da eventuali assestamenti; i lavori, infatti, sono stati ultimati da poco tempo ed i dati raccolti ad oggi risultano quindi parziali e riferiti ad un intervallo temporale non sufficiente e dunque poco significativo.