Armando Sichenze, il ricordo del Centro Carlo Levi e dell’Associazione Olivetti

 

Riceviamo e pubblichiamo.

La notizia della improvvisa scomparsa di Armando Sichenze, docente ordinario di composizione architettonica presso la Facoltà di Architettura di Matera, ci lascia del tutto esterrefatti, increduli e, certamente, un po’ più soli.

Non avremo più con noi la sua presenza cortese, gioviale, colta ed amichevole allo stesso tempo, che annullava distanze e distinguo intellettuali, per essere semplicemente un affidabile riferimento nel dibattito culturale contemporaneo.

Questa sua spiccata empatia, gli veniva dalla grande esperienza di “educatore” di giovani generazioni, esercitata nelle Università nelle quali ha insegnato, tra cui quella della Basilicata, e di Matera in particolare, della cui Facoltà di Architettura è stato organizzatore e Preside.

Un intellettuale, un uomo di cultura, un educatore, che ha dedicato una vita di studi ed impegno professionale e culturale, alla riscoperta e valorizzazione dell’identità profonda del rapporto tra città e natura, e delle sue modalità di sviluppo sostenibile del nostro territorio, ed alla crescita culturale delle giovani generazioni.

Ricordiamo per tutti, la definizione, che interamente gli appartiene, di “città-natura”, che ha costruito e sperimentato in anni di ricerche proprio nel diffuso tessuto insediativo della nostra Basilicata: tessuto frantumato nel quale, l’assenza di fenomeni di congestione selvaggia lasciava ancora percepire e circolare il ritmo della “natura”.

E vogliamo anche sottolineare come abbia vissuto “pienamente” la vita universitaria, nei luoghi nei quali esercitava il suo insegnamento, stabilendosi a Potenza prima, ed a Matera poi, con Ina Macaione, la sua inseparabile compagna, anch’essa docente di Architettura. Andando ad abitare nei Sassi, perché credeva profondamente nell’idea di “riabitare i Sassi” (era stato d’altronde, anche assistente di Tommaso Giuralongo, alla Facoltà di Architettura di Roma).

Idea sulla quale negli ultimi anni ha indagato e ricercato a lungo, sintetizzando le ragioni dell’architettura a quelle del paesaggio naturale/artificiale, i “vuoti urbani” ai pieni sociali, fin nell’intimità delle case restaurate (“Into Matera”).

Era così entrato in sintonia con la storia contemporanea della città, respirava il suo stesso respiro; ed è per questo che la sua perdita non sarà irrilevante, per la nostra comunità.

Armando Sichenze lo ricorderemo tutti, a lungo: con il suo pensiero, e la grande mole di pubblicazioni che ci ha lasciato, ci accompagnerà costantemente nell’impegno che le nostre Associazioni cercano di mettere nella valorizzazione del nostro spazio fisico e culturale; impegno che era anche il suo.

Un’ultima annotazione: sappiamo tutti della sua sfegatata passione per il Napoli-calcio, e per il suo nume contemporaneo: Armando Maradona;

Il destino ha forse voluto ricongiungere i due Armandi!

 

Centro Carlo Levi di Matera  e Associazione Adriano Olivetti